Centro Interateneo Edunova - [Tv.Unimore]
Centro Interateneo Edunova

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Il professore CarmeloElio Tavilla, docente ordinario di Storia del Diritto, è il nuovo Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore, eletto con ampia maggioranza dal Consiglio di Dipartimento. Dei 42 votanti, su 54 aventi diritto al voto, il professore CarmeloElio Tavilla, che succede al professore Vincenzo Pacillo, ha raccolto 39 voti.

Dopo la nomina, il nuovo Direttore di Giurisprudenza ha anticipato quelli che saranno i suoi propositi:

“Il mio primo impegno – afferma il Direttore di Giurisprudenza di Unimore prof. Carmelo Elio Tavilla di Unimore -  è quello nei confronti degli studenti, ai quali dobbiamo non soltanto strutture e servizi idonei alle loro esigenze, ma anche uno sforzo intelligente per adeguare la didattica allo spirito dei tempi e alle sfide della comunicazione digitale, senza per questo perdere l’anima “sociale” e umanistica delle nostre discipline. Il mondo del diritto subisce oggi le tensioni molteplici della globalizzazione, che non consente più circoscritte aree di regolazione nazionale, ma pretende anzi adeguamenti continui ai flussi economici internazionali. Resta comunque centrale il ruolo che il diritto ha e deve continuare ad avere nella tutela delle parti più esposte alla crisi e alla marginalizzazione, ai non abbienti, agli immigrati, alle vittime di soprusi, violenze, pregiudizi. Gli studenti devono sapere che il diritto o è anche e soprattutto difesa dei più deboli oppure non è. Questo, insieme a quello della internazionalizzazione e al continuo aggiornamento delle competenze, resta uno dei nostri punti cardinali di orientamento, a cui va aggiunto quello di intrecciare nuovi rapporti con gli attori sociali e professionali del territorio e di ampliare quelli già esistenti”.

Carmelo Elio Tavilla è professore ordinario di Storia del diritto medioevale e moderno. Laureatosi a Messina nel 1980, dopo una diecina d’anni come ricercatore presso  l’Università della Magna Graecia di Catanzaro, è approdato a Modena nel 1998 come professore associato, per poi diventare ordinario nel 2006. Nel triennio 2007-2010 è stato rappresentante dell'area delle scienze giuridiche ed economiche nel Senato Accademico e dal 2016 è Direttore Scientifico della Biblioteca di Area Giuridica. È condirettore della Collana di Studi «Futuro Anteriore» presso l’editore Giappichelli, nonché della rivista online di storia del diritto medievale e moderno «Historia et ius». È stato visiting professor presso l’Università dell’Artois e in quella di Angers. È vicedirettore dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti Modena. Tra i suoi settori di ricerca, spiccano quelli sulla storia dell’università e sulla storia del diritto penale e della pena di morte in particolare. Vasta la sua produzione di ricerche sulla cultura giuridica e delle istituzioni del ducato estense. Attualmente dirige un progetto interdipartimentale FAR intitolato «Modena-Europa. Riforme, lumi e resistenze nel Settecento estense tra diritto, progresso scientifico e tolleranza».

Secondo un recente rapporto pubblicato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), entro il 2030 quasi 14 milioni di soggetti avranno una forma di demenza in Europa, passando a oltre 18 milioni entro il 2050. A livello mondiale si stima che nei prossimi 30 anni il numero di persone affette da demenza triplicherà passando dagli attuali 47 milioni a oltre 150 milioni.

Un vero dramma socio-sanitario, che paradossalmente si abbatterà maggiormente sui Paesi più industrializzati. Infatti, con l'aumento dell'aspettativa di vita, malattie neurodegenerative quali il Parkinson, l'Alzheimer e la SLA, tutte patologie fortemente legate all'età, sono destinate a espandersi sempre più. Ecco perché, in assenza di farmaci che possano con certezza bloccare il decorso di malattie di questo tipo, il costo e la richiesta di assistenza ai pazienti affetti è destinato a incidere in maniera esponenziale sui bilanci degli stati, delle regioni, delle strutture sanitarie e, in ultima analisi, sulle famiglie. Basti pensare che le ricerche commissionate dall'Alzheimer Europe nell'ultimo decennio hanno previsto che il costo della demenza in Europa supererà i 250 miliardi di euro entro il 2030. Diventa pertanto sempre più importante formare figure professionali innovative e specializzate nella cura e nel sostegno di persone e famiglie colpite da queste patologie.

Il primo Master italiano in Medical Humanities

Con questo obiettivo è nato, su un modello già sperimentato con successo negli Stati Uniti, il Master di I livello in Medical Humanities, istituito dall'Università di Modena e Reggio Emilia, primo in Italia insieme a quello organizzato dall'Università dell'Insubria. Il corso, che partirà a gennaio 2020 (le iscrizioni sono aperte fino al 29 novembre 2019), si propone di attivare nuove competenze in grado di offrire un modello di prevenzione, diagnosi e cura che sia sempre transdisciplinare, per migliorare in maniera concreta la qualità della vita del paziente e della sua famiglia. Un nuovo modello che unisce scienze mediche e scienze umane, integrando per la prima volta le competenze di medici, pedagogisti, narratologi, insegnanti, assistenti sociali, personale paramedico e psicoterapeuti.

Dopo un secolo dedicato all'approfondimento delle conoscenze entro i confini di ciascuna disciplina – spiega il professor Stefano Calabrese, Direttore del Master e docente di Narratologia nel Dipartimento di Educazione e scienze umane dell'Università di Modena e Reggio Emilia - con il terzo millennio è divenuto chiaro che in futuro qualsiasi autentica innovazione, scoperta, miglioramento degli stili di vita e del benessere individuale deriveranno dalla transdisciplinarità”.

"Le ricerche più recenti" - prosegue Calabrese - "dimostrano come le pratiche di storytelling volte a stimolare la memoria e incoraggiare la comunicazione dei pazienti consentono di ritardare l'avanzare delle malattie neurodegenerative, di offrire palestre cognitive e emozionali per chi soffre di sindromi autistiche, ma altresì per chi - avendo subito un trauma - deve recuperare la memoria della violenza di cui ha fatto esperienza. Non è un caso che in Gran Bretagna sia stata istituita la Reading Agency, un organo che promuove la salute e il benessere attraverso le storie, lette, ascoltate o immaginate e raccontate. Un territorio affascinante, alla cui esplorazione il Master in Medical Humanities contribuisce in modo autorevole”.

Un Master per medici, educatori, infermieri, psicologi e familiari

Proprio per le sue caratteristiche, il Master in Medical Humanities si rivolge a un'utenza molto ampia: ai medici di base che vogliano acquisire competenze in grado di migliorare la lettura dei sintomi dei malati ricostruendo il contesto in cui la malattia è comparsa; a educatori e assistenti sociali, cui oggi spetta il compito cruciale di assistere e includere i malati in un tessuto sociale attivo; agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie, sempre più sollecitati a migliorare la condizione di persone con  disabilità fisiche o cognitive; al personale infermieristico e paramedico, per svolgere al meglio i propri compiti assistenziali; a psicologi e psicoterapeuti, affinché possano contribuire al miglioramento della qualità della vita in contesti di cura, malattia e disagio psico-sociale; a familiari di lungodegenti e malati cronici, in particolare quelli affetti da malattie neurodegenerative in grado di mettere in serie difficoltà o addirittura sconvolgere l'esistenza di parenti e caregivers.

Il Master in Medical Humanities si svolge totalmente a distanza (a eccezione del modulo sul Teatro di animazione) ed è strutturato in quattro moduli, fruibili anche separatamente: si parte dal modulo in Narrative medicine (in cui si insegna a utilizzare strumenti quali la biblioterapia, i diari digitali, il visual storytelling, la robotica educativa ecc.), per proseguire con il Teatro di animazione in funzione terapeutica, le Metodologie didattiche innovative e medical humanities e, per finire, La Tutorship in medicina.

Iscrizioni entro il 29 novembre, esclusivamente tramite il sito www.mh.unimore.it

Il Master in Medical Humanities è patrocinato dalla Società italiana di medicina narrativa (Simen) e dalla Società italiana di pedagogia medica (Sipem), ed è nato in accordo con le principali istituzioni regionali e municipali interessate a questo ambito: dall'Assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna alla ASL di Reggio Emilia, dall'Associazione "La casa delle storie" all'Assessorato alla Istruzione del Comune di Modena.

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria del Master: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; tel. 0522/522521.
Per contattare la Direzione del Master: stefano.calabrese@unimore.

 

Nel nuovo scenario industriale che le tecnologie 4.0 stanno creando, l’interazione uomo-macchina si evolve e prende nuove forme. In questo contesto ed oggi più che mai, progettare sistemi intuitivi e facili da usare è di fondamentale importanza, ma al tempo stesso di grande complessità per le numerose variabili in gioco: fattori tecnici e tecnologici si combinano con aspetti ergonomici, comportamenti, sociali e relazionali.

Queste tematiche saranno al centro di un workshop-dibattito che vedrà come ospite d’eccezione Donald A. Norman, ingegnere e psicologo di fama internazionale, in programma il 21 novembre, dalle ore 10.00, al Tecnopolo di Modena. Sono già oltre 500 gli iscritti all’eventogratuito e in lingua inglese, che verrà trasmesso anche in diretta streaming su https://tv.unimore.it/ .

Introdotto da interventi del prof. Marcello Pellicciari e della prof.ssa Margherita Peruzzini di Unimore, organizzatori dell’evento in collaborazione con BSD Design e DeepBlue, saranno presentati approcci innovativi e casi di successo, e si darà testimonianza delle modalità in cui ricerca e industria possono collaborare con successo per affrontare la grande sfida della progettazione di sistemi complessi nell’industria moderna.

La User eXperience, in gergo nota come “UX”, è elemento di grande importanza anche nella progettazione dei sistemi industriali”, commenta la prof. Peruzzini, “poiché con le nuove tecnologie sono e saranno sempre più le persone a fare la differenza all’interno delle organizzazioni … l’automazione 4.0 e la robotica offrono oggi soluzioni sempre più efficienti e prestanti, ma al contempo valorizzano il contributo umano: la gestione, l’interazione e l’impatto emozionale con le macchine sono i fattori chiave per il successo dell’industria nel nostro tempo e del futuro. Nel nostro laboratorio XiLab ideiamo e sviluppiamo esperienze d’uso di prodotti industriali e processi di produzione, migliorandone l’ergonomia e la facilità d’uso, rendendone l’impiego intuitivo e piacevole”.  

I proff. Pellicciari e Peruzzini lavorano da tempo per promuovere la centralità dell’utente nella progettazione e per introdurre in modo efficace la digitalizzazione in ambito industriale. Dalla loro attività ed esperienza è nato il Laboratorio XiLab (www.xilab.unimore.it) che unisce i temi della simulazione avanzata e dell’automazione industriale con l’ergonomia e i fattori umani. Il laboratorio XiLab è dotato delle migliori attrezzature di ricerca sull’Industria 4.0, tra cui una sala di realtà virtuale di ultima generazione, spesso messa a disposizione delle aziende locali in progetti di ricerca e trasferimento tecnologico. 

L’attenzione a questi temi all’interno di Unimore è testimoniata anche dall’innovativo corso della prof. Peruzzini User eXperience Design”, tra i pochissimi in Italia in ambito ingegneristico, e dalla recente istituzione della scuola di dottorato “E4E-Engineering for Economics, Economics for Engineering”, che offre percorsi di alta formazione specifici per l’Industria 4.0 sia per ingegneri che per manager.

Laureato al MIT in Ingegneria Elettrotecnica e specializzato poi in Psicologia, Donald Arthur Norman è stato definito un antropologo della vita moderna. Autore di numerosi libri sul design, è noto oggi per le sue teorie in ambito “human-centered design” e “usability”, che hanno permesso di ideare l’esperienza d’uso di prodotti di largo successo. Business Week lo ha di recente citato tra i più influenti designer al mondo. Tra i suoi saggi di maggior successo si possono citare “The Psychology of Everyday Things” del 1988 (tradotto in italiano con il titolo “La caffettiera del masochista”) e “Il design del futuro” del 2007. E’ stato vicepresidente del gruppo di ricerca sulle tecnologie avanzate per la Apple Computer, dirigente alla Hewlett Packard e alla U Next

Al via la quinta edizione del “China Study tour 2020” un’esperienza di studio e formazione in Cina offerta agli studenti di Unimore e proposta dal Dipartimento di Economia Marco Biagi di Unimore assieme all’ University of International Business and Economics - UIBE di Beijing.

Il China Study Tour è un’esperienza molto intensa di viaggio e formazione che include un corso presso la prestigiosa University of International Business and Economics di Pechino e numerose visite aziendali e culturali fra Beijing, Suzhou, Hangzhou e Shangai. L’edizione 2020 si terrà nel periodo 9 maggio – 6 giugno.

Il programma del “China Study Tour 2020” sarà presentato venerdì 22 novembre alle ore 14.00 presso l’Aula D2.4/D2.5 di Palazzo Dossetti (Viale Allegri, 9) a Reggio Emilia. Durante la presentazione saranno presenti gli studenti delle edizioni passate che racconteranno la loro esperienza formativa in Cina e come questa ha impattato sulla loro carriera lavorativa.

Il corso, il cui costo di iscrizione è di 1.500 euro e riconosce 6/9 Crediti Formativi Universitari a seconda dei corsi di studio, è rivolto a tutti gli studenti iscritti ad un corso di laurea magistrale o ad una laurea triennale, in questo caso è preferibile essere iscritti al terzo anno. L’esperienza è particolarmente utile agli universitari immatricolati ai Dipartimenti di Economia, Studi Linguistici e Culturali ed Ingegneria ed è rivolta a tutti gli studenti di università italiane e straniere.

Per il bando di iscrizione e tutte le informazioni consultare il sito www.mem.unimore.it, dove si trova il dettaglio dei costi complessivi del programma e dei servizi inclusi nella quota di iscrizione. La scadenza per la presentazione di tutta la documentazione è martedì 10 gennaio alle ore 14.00. Gli interessati devono compilare il prima possibile il modulo di iscrizione online, che consente di ottenere il punteggio che verrà utilizzato per la formazione della graduatoria.

Per chiarimenti ed informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., o rivolgervi in orario di ricevimento ad uno dei docenti responsabili dell’iniziativa: a Modena a: Cinzia Parolini  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  ed  Ulpiana Kocollari Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; a Reggio Emilia a:  Fabrizio Montanari Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Gli studenti universitari si organizzano per l’ambiente e contro i furti di biciclette e costituiscono l’associazione Ciclofficina studentesca MoRe Bike di Unimore. L’iniziativa volge al termine dopo un calendario di incontri che sono stati rivolti alla numerosa popolazione dell’Ateneo per trasmettere i rudimenti su come manutenzionare, riparare e imparare a non farsi rubare la bicicletta.

L’ idea abbina sia l’aspetto ambientalista, sia quello relativo alla sicurezza stradale. Nel corso di quattro appuntamenti, infatti, saranno impartite lezioni per avere una bici in buono stato, ben manutenzionata, con luci funzionanti e freni in ordine.

Abbiamo creato questa associazione – afferma Aaron Schirra, Presidente dell’Associazione studentesca Ciclofficina MoRe Bike - principalmente per dare il nostro contributo alla sostenibilità ambientale, in particolare promuovendo una forma di mobilità non inquinante, più sicura e più adatta alla dimensione cittadina, cioè la bicicletta. Tanti di noi sono volontari anche nell'associazione "Rimessa in Movimento" che si occupa proprio di questo. Vogliamo mostrare ai ragazzi che andare in bici è possibile, economico, sostenibile, ma è anche un'occasione per lo svago e per la socialità”.

L’ultimo appuntamento, che si terrà venerdì 22 novembre alle ore 17.00 presso il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dietro l’aereo (via Vivarelli, 10) a Modena vedrà un breve corso dei rudimenti di ciclo-meccanica, apprenderemo le basi su come fare la manutenzione ordinaria, regolare la posizione di guida, viaggiare in comodità e adottare tecniche anti-furto.
18:00 - A seguire si potranno eseguire riparazioni alla propria bici sotto i consigli e la supervisione dei colleghi del gruppo studentesco.

“I nostri colleghi di Unimore, che usano la bicicletta per la città, potranno imparare come riparare il proprio mezzo, renderlo più confortevole e sicuro su strada e ad evitare i furti. Le conoscenze apprese durante i nostri incontri di ciclo meccanica – afferma Aaron Schirra, Presidente dell’Associazione studentesca Ciclofficina MoRe Bike - speriamo siano condivise anche ai coinquilini ed agli amici per una maggiore diffusione della cultura ciclistica in città. Il mondo delle bici aspetta solo di essere esplorato, andare in bici senza pensieri e problemi è possibile”.

L’Associazione Ciclofficina studentesca MoRe Bike di Unimore è nata nel 2019 e vede coinvolti ad oggi 50 studenti di Unimore provenienti da tutti i dipartimenti.

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Le violenze maschili colpiscono ogni giorno milioni di donne di tutte le età, a livello globale e con varie modalità. Nella gran parte dei casi esse avvengono tra le mura domestiche o al termine di una relazione intima, ad opera di un (ex) marito o di un (ex) par­tner. Dopo i due appuntamenti sul “traffico d’organi” e lo “sfruttamento del lavoro minorile”, il Laboratorio CRID su Discriminazione e Vulnerabilità di Unimore, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, promuove un confronto a partire dal libro “Senza di me non vali niente”. La violenza verbale, emotiva e psicologica nelle relazioni intime edito da Aracne, (Roma 2018) e curato dalla dott.ssa Elisa Rossi del Dip. di Studi linguistici e culturali di Unimore.

Il volume propone una riflessione interdisciplinare che spazia dalla sociologia alla linguistica, dalla psicologia alla pedagogia, dalla letteratura all’antropologia, su signifi­cati, cause, manifestazioni, contrasto e prevenzione della violenza verbale, emotiva e psicologica: un fenomeno ancora poco studiato enarrato, nonché denunciato e contrastato, difficile da riconoscere all’interno di un rapporto ritenuto “d’amore”, meno visibile della violenza fisi­ca e sessuale, meno eclatante dell’evento estremo, ma volto ugual­mente a negare la persona, nella sua unicità e autonomia.

L’appuntamento, che si terrà giovedì 21 novembre 2019 alle ore 10.15 presso l’Aula G del Complesso Universitario San Geminiano (via San Geminiano, 3) a Modena, sarà coordinato dalla dott.ssa Vittorina Maestroni del Centro Documentazione Donna di Modena

Il libro, curato dalla prof.ssa Elisa Rossi, sociologa e docente di Sociologia delle relazioni di genere presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, è composto da una prefazione di Elisabetta Ruspini e dai saggi, oltre che della curatrice, di Angela Albanese, Silvia Bonino, Stefano Ciccone, Antonella Capalbi, Barbara Mapelli, Franca Orletti.

L’appuntamento rientra nel calendario nazionale di incontri “Contrastare la violenza sulle donne. Un impegno per l’Università” organizzato da varie sedi accademiche in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” [25 novembre 2019]

Elisa Rossi è ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, dove insegna Sociologia delle relazioni di genere e Sociologia dei conflitti. Si occupa di co­municazione e interazione; costruzione sociale del genere e socializzazione alle identità di genere; con­flitto, dialogo, violenza e prevenzione, con particolare riferimento ai contesti educativi e alle relazioni intime.

Di recente ha pubblicato: Narrare il genere nell’interazione, tra dialogo e monologo. Una ricerca nelle scuole secondarie (con C. Ballestri, “AG - About Gender”, 2018), Amore, conflitto, potere. Dalla violenza al dialogo, in E. Rossi (a cura di), Senza di me non vali niente. La violenza verbale, emotiva e psicologica nelle relazioni intime (Aracne, 2018), The Social Construction of Gender in Adult-Children Interactions and Narratives at Preschool, Primary and Middle school (“Italian Journal of Sociology of Education”, 2019).

 

Categorie: avvisi

Nel nuovo scenario industriale che le tecnologie 4.0 stanno creando, l’interazione uomo-macchina si evolve e prende nuove forme. In questo contesto ed oggi più che mai, progettare sistemi intuitivi e facili da usare è di fondamentale importanza, ma al tempo stesso di grande complessità per le numerose variabili in gioco: fattori tecnici e tecnologici si combinano con aspetti ergonomici, comportamenti, sociali e relazionali.

Queste tematiche saranno al centro di un workshop-dibattito che vedrà come ospite d’eccezione Donald A. Norman, ingegnere e psicologo di fama internazionale, in programma il 21 novembre, dalle ore 10.00, al Tecnopolo di Modena. Sono già oltre 500 gli iscritti all’eventogratuito e in lingua inglese, al quale ci si può registrare fino a lunedì 18 novembre (fino ad esaurimento posti), al link: https://forms.gle/mVthPy8PgTfAd1gL9 

Introdotto da interventi del prof. Marcello Pellicciari e della prof.ssa Margherita Peruzzini di Unimore, organizzatori dell’evento in collaborazione con BSD Design e DeepBlue, saranno presentati approcci innovativi e casi di successo, e si darà testimonianza delle modalità in cui ricerca e industria possono collaborare con successo per affrontare la grande sfida della progettazione di sistemi complessi nell’industria moderna.

La User eXperience, in gergo nota come “UX”, è elemento di grande importanza anche nella progettazione dei sistemi industriali”, commenta la prof. Peruzzini, “poiché con le nuove tecnologie sono e saranno sempre più le persone a fare la differenza all’interno delle organizzazioni … l’automazione 4.0 e la robotica offrono oggi soluzioni sempre più efficienti e prestanti, ma al contempo valorizzano il contributo umano: la gestione, l’interazione e l’impatto emozionale con le macchine sono i fattori chiave per il successo dell’industria nel nostro tempo e del futuro. Nel nostro laboratorio XiLab ideiamo e sviluppiamo esperienze d’uso di prodotti industriali e processi di produzione, migliorandone l’ergonomia e la facilità d’uso, rendendone l’impiego intuitivo e piacevole”.  

I proff. Pellicciari e Peruzzini lavorano da tempo per promuovere la centralità dell’utente nella progettazione e per introdurre in modo efficace la digitalizzazione in ambito industriale. Dalla loro attività ed esperienza è nato il Laboratorio XiLab (www.xilab.unimore.it) che unisce i temi della simulazione avanzata e dell’automazione industriale con l’ergonomia e i fattori umani. Il laboratorio XiLab è dotato delle migliori attrezzature di ricerca sull’Industria 4.0, tra cui una sala di realtà virtuale di ultima generazione, spesso messa a disposizione delle aziende locali in progetti di ricerca e trasferimento tecnologico. 

L’attenzione a questi temi all’interno di Unimore è testimoniata anche dall’innovativo corso della prof. Peruzzini User eXperience Design”, tra i pochissimi in Italia in ambito ingegneristico, e dalla recente istituzione della scuola di dottorato “E4E-Engineering for Economics, Economics for Engineering”, che offre percorsi di alta formazione specifici per l’Industria 4.0 sia per ingegneri che per manager.

Laureato al MIT in Ingegneria Elettrotecnica e specializzato poi in Psicologia, Donald Arthur Norman è stato definito un antropologo della vita moderna. Autore di numerosi libri sul design, è noto oggi per le sue teorie in ambito “human-centered design” e “usability”, che hanno permesso di ideare l’esperienza d’uso di prodotti di largo successo. Business Week lo ha di recente citato tra i più influenti designer al mondo. Tra i suoi saggi di maggior successo si possono citare “The Psychology of Everyday Things” del 1988 (tradotto in italiano con il titolo “La caffettiera del masochista”) e “Il design del futuro” del 2007. E’ stato vicepresidente del gruppo di ricerca sulle tecnologie avanzate per la Apple Computer, dirigente alla Hewlett Packard e alla U Next

Unimore completa la formazione della squadra che nel prossimo triennio affiancherà il Rettore Professore Carlo Adolfo Porro nella realizzazione del suo programma di mandato

Sono stati presentati i nuovi Delegati e le nuove Delegate, cui sarà affidato il compito di seguire gli impegni, i progetti e gli obiettivi che il Rettore si è posto per consolidare Unimore come una comunità partecipata, in grado di valorizzare al meglio le capacità di tutto il suo personale nonché dei suoi studenti.

In conformità con l’art. 11 comma 6 dello Statuto d’Ateneo, secondo il quale “Nell'ambito delle sue funzioni, il Rettore può nominare con apposito decreto, nel quale sono precisati i compiti e gli ambiti di competenza, delegati da lui scelti tra il personale dell'Ateneo”, sono 20 le deleghe assegnate, comprese quelle conferite ai due Pro Rettori, i Professori Gianluca Marchi e Giovanni Verzellesi, i quali si occuperanno di relazioni istituzionali e Terza missione.

Con queste scelte – sottolinea il neo Rettore Carlo Adolfo Porro - si è voluto evidenziare l’assetto plurale del nostro Ateneo. I nuovi Delegati e le nuove Delegate rappresentano le tre macroaree scientifiche che lo costituiscono: l’area umanistica e delle scienze sociali; l’area tecnologico-scientifica e l’area vita e salute. Assai rilevante è la presenza femminile, con ben 9 figure scelte per significativi ruoli, che vanno dall’informatica, all’orientamento e tutorato, ai disturbi specifici dell’apprendimento, alla cultura, alle biblioteche, al coro, allo sport, alla sostenibilità e alle pari opportunità. A testimonianza di una comunità coesa e protesa a valorizzare tutte le sue componenti interne un Delegato e due Delegate provengono dalle fila del personale tecnico-amministrativo e nei vari ambiti sono impegnati docenti ordinari e associati che lavoreranno in una dimensione fortemente collegiale e cooperativa, aperta alle istanze, ai bisogni e alle aspettative di chi opera nell’ateneo e di tutti i nostri studenti”.

LA NUOVA SQUADRA

La Professoressa Tindara Addabbo è delegata per le Pari Opportunità. Alla Professoressa Sonia Bergamaschi è affidata la delega Informatica. Il Professore Marko Bertogna è delegato al Trasferimento Tecnologico per la sede mantovana. Il Professore Alessandro Capra è delegato per l’Internazionalizzazione. Alla Professoressa Berenice Cavarra va la delega alla Cultura.  La delega per la Comunicazione di Ateneo è affidata al Professore Thomas Casadei, che ricoprirà anche il ruolo di portavoce del Rettore. Il Professore Giacomo Cabri è delegato alla Didattica. Alla Dottoressa Antonella Coppi è attribuita la delega per il Coro di Ateneo. La Professoressa Elisabetta Genovese e il Dottore Giacomo Guaraldi sono delegati per i Disturbi specifici dell’apprendimento e la Disabilità. La Sostenibilità di Ateneo sarà curata dalla delegata Professoressa Grazia Ghermandi. La delega alle Biblioteche va alla Dottoressa Raffaella Ingrosso e al Professore Giuseppe Nardin.

Il Professore Gianluca Marchi, Pro Rettore Vicario di Modena e il Professore Giovanni Verzellesi, Pro Rettore di Reggio Emilia, hanno la delega per la Terza Missione rispettivamente per le due sedi di competenza.   

Il Professore Massimo Messori ha la delega per la Qualità di Ateneo. Alla Professoressa Isabella Morlini è stata affidata la delega allo Sport. La delegata all’Orientamento e il Tutorato è la Professoressa Carla Palumbo. Al Professore Paolo Pavan va la delega alla Ricerca scientifica. A completare la squadra dei delegati sarà il Professore Paolo Tartarini con la delega alle Problematiche Energetiche e Edilizia.

 

Clicca qui per vedere la registrazione dell'evento

Allegato: I cv dei delegati del Rettore

Continua il ciclo “Carte rivelatrici” dedicato ai progetti di digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, che rientra nelle iniziative del Dipartimento di eccellenza di Studi Linguisti e Culturali di Unimore.  Attraverso una pluralità di esperienze, il ciclo, che si svilupperà attraverso 6 seminari, illustra esempi significativi nell’ambito della conservazione, dello studio e della valorizzazione di beni artistici, documentari e del patrimonio culturale nei suoi vari aspetti.

Il quinto appuntamento, in programma giovedì 21 novembre 2019, verterà sul tema “La storia dell’arte attraverso gli archivi digitali dei Gonzaga” e vedrà in qualità di relatrice la dott.ssa Roberta Piccinelli, Direttrice dei Musei Civici di Mantova.

Nella prima parte dell’intervento – afferma la dott.ssa Roberta Piccinelli, Direttrice dei Musei Civici di Mantova -  verranno considerate le fonti documentarie cartacee e gli strumenti di corredo dell’Archivio di Stato di Mantova per la storia dell’arte gonzaghesca e in particolare per gli studi più recenti sul collezionismo che hanno prodotto “archivi digitali” dedicati. Nella seconda parte si prenderanno in esame alcuni casi di studio relativi agli archivi digitali mantovani (Collezionismo gonzaghesco, Herla, Giulio Romano e IDEA) che verranno analizzati nella metodologia e nei criteri attraverso i quali è stata creata la loro architettura; una lettura critica degli stessi condurrà ad avanzare nuove ipotesi di lavoro e di ricerca”.

Roberta Piccinelli – PhD - è Conservatore di Palazzo Te e dei Musei Civici di Mantova.

Dal 2010 al 2018 ha insegnato Storia dell’Arte Moderna presso la Scuola di Specializzazione in Beni Culturali dell’Università degli Studi di Macerata e dal 2010 al 2016 Museologia e tecniche museografiche al Master biennale di I livello in Diritto ed Economia dell’Arte e della Cultura (DECAMASTER) presso l’Università degli Studi di Sassari (sede di Nuoro). Dal 2009 al 2012 è stata Research Fellow al Medici Archive Project di Firenze-New York. Ha pubblicato tre volumi dedicati al Collezionismo gonzaghesco tra Cinque e Seicento e di recente, ha curato, con Deanna Shemek e Luisa Onesta Tamassia, Itinera Chartarum per i 150 anni dell’Archivio di Stato di Mantova (Silvana Editoriale 2019).

L’iniziativa si inserisce nel Protocollo d’Intesa sulle Digital Humanities siglato da Unimore, Gallerie Estensi, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Comune di Modena.

Categorie: avvisi

Ed ora l’Europa nuova” è il titolo del nuovo incontro del ciclo dei seminari 2019 del Centro di Ricerche e Indagini Socio Economiche – CRISE di Unimore. Ospite del prof. Graziano Pini sarà il prof. Antonio Padoa Schioppa, professore emerito dell’Università di Milano.

L’ appuntamento, che sarà introdotto dal prof Salvatore Aloisio di Unimore, si terrà martedì 19 novembre 2019 alle ore 17.30 presso l’Aula Convegni del Complesso universitario San Geminiano (via San Geminiano, 3) a Modena.

“Questo è l’ultimo seminario interdipartimentale Crise dell’autunno - afferma il prof. Graziano Pini, Direttore del CRISE di Unimore-  e tratterà le prospettive future dell’Unione Europea dopo le recenti votazioni e con i diversi pesi relativi delle forze politiche che si sono presentate. Unione bancaria completata, coordinamento delle politiche fiscali e di difesa sono sul tavolo, ma ancora attendiamo l’ufficialità della nuova Commissione. E dovremo anche verificare quanti paesi sono davvero pronti ad una maggior coesione”.  

Otto gli incontri proposti fino a fine novembre che vedranno anche la presenza di docenti e di studenti dei Dipartimenti di Giurisprudenza, Economia Marco Biagi, Studi Linguistici e Culturali, Ingegneria, Educazione e Scienze Umane, Comunicazione ed Economia. Nel corso degli appuntamenti saranno trattati ed approfonditi temi di interesse attuale quali la nuova Europa, lo stato dell’economia italiana, la cassa depositi e prestiti e le prospettive per le giovani generazioni.

L’incontro, aperto a tutti gli interessati, riconosce agli studenti ed ai professionisti Crediti Formativi grazie alle intese con l’Ordine degli Avvocati, dei Commercialisti e degli Ingegneri.

 

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