Centro Interateneo Edunova

Centro Interateneo Edunova

COVID-SKUNK (Sistema di Identificazione real-time di assembramenti di persone tramite rete cellulare per prevenire la diffusione del COVID) è uno dei 4 progetti di ricerca Unimore finanziati recentemente dalla Regione Emilia-Romagna finalizzati al contrasto all’epidemia da Coronavirus.

Con COVID-SKUNK si vuole sviluppare un sistema di monitoraggio innovativo in grado di ridurre il rischio di contagio in ambienti aperti al pubblico. Sulla base dei dati raccolti dalla rete cellulare è possibile identificare in tempo reale gli assembramenti di persone perciò sarà molto utile per le istituzioni perché nel momento in cui si individuano i luoghi con elevato rischio, partono dei messaggi di allerta geo-localizzati sia alla pubblica amministrazione sia alla cittadinanza.

“L'obiettivo – afferma il prof. Marco Mamei, docente di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso il Dismi – è quello di fornire uno strumento che aiuti a prevenire le condizioni che possono favorire il riaccendersi di focolai ed evitare una nuova rapida diffusione del COVID-19. Le informazioni rapide ai cittadini dovrebbero aiutare a disincentivare la creazione di assembramenti mentre il collegamento con la pubblica amministrazione permette la pianificazione degli interventi da parte delle forze dell'ordine. Il sistema è completamente gratuito per i cittadini e non richiede né l'installazione di applicazioni né la rilevazione di dati sensibili.  Si utilizzano infatti informazioni sulla densità delle persone già raccolte in modo automatico dagli operatori telefonici su tutto il territorio regionale in modo aggregato e compatibile con le norme in vigore, in particolare con il nuovo regolamento europeo General Data Protection Regulation (GDPR)”.

Il progetto durerà 6 mesi, con inizio da settembre 2020, e ci si attende di realizzare un'applicazione immediatamente utilizzabile (TRL 8) sviluppata in concerto con stakeholder rappresentativi della pubblica amministrazione e di enti responsabili del controllo e della sicurezza del territorio per assicurarne una reale fruibilità.

Il progetto, che vede coinvolto il Centro Interdipartimentale AIRI (Artificial Intelligence Research and Innovation Center) ha un costo complessivo di 149.600 Euro coperto dal finanziamento regionale per un importo di 119.700 Euro.

 

Marco Mamei 

È Professore Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso il Dipartimento di Scienze e Metodi dell'Ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia. La sua attività di ricerca è focalizzata sull'analisi dei dati raccolti dalle reti cellulari e dai sistemi Internet of Things (IoT). È autore di oltre 100 articoli scientifici, e diversi brevetti. È stato vincitore del premio D4R - Data for Refugees Challenge nel 2018, della TIM Big Data Challenge nel 2015 e di altri best paper award. È coordinatore di diversi progetti industriali finanziati da TIM (Telecom Italia), e partecipa a diversi progetti regionali ed europei.

Rita Gamberini

È Professoressa Ordinaria presso il Dipartimento di Scienze e Metodi dell'Ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Le sue ricerche sono focalizzate sulla progettazione e gestione di impianti per la fornitura di prodotti o servizi, trattando aspetti quali la logistica, la gestione della qualità, la gestione della sicurezza, la progettazione di layout di fabbrica, la gestione di supply chain. I risultati delle sue ricerche sono pubblicati in oltre 100 articoli in riviste internazionali. Collabora con imprese del territorio in attività di trasferimento tecnologico, per la messa a punto di soluzioni innovative, mediante l'approccio della progettazione partecipata con stakeholders di progetto.

Una delle più prestigiose riviste al mondo in campo medico, il New England Journal of Medicine, ha pubblicato i primi risultati di Envision, uno studio prospettico policentrico mondiale di fase 3 controllato con placebo, sull’efficacia di un farmaco innovativo basato su tecnologia di silenziamento dell’RNA messaggero, nel trattamento di pazienti affetti da Porfiria acuta intermittente. Uno dei Principal Investigators di questo lavoro è il Dr. Paolo Ventura, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Medico-Chirurgiche Materno Infantili e dell’Adulto dell’Università di Modena e Reggio Emilia, responsabile del centro di riferimento regionale per la diagnosi e la terapia delle Porfirie, afferente all’U.O. e alla Cattedra di Medicina Interna diretta dal Prof. Antonello Pietrangelo.

Le Porfirie sono un gruppo di malattie rare dovute a un’alterazione della via biosintetica dell’eme, un composto fondamentale per diverse attività metaboliche dell’organismo, in quanto gruppo prostetico di diverse proteine fondamentali, fra cui emoglobina, mioglobina e citocromi. La Porfiria acuta intermittente in particolare è la seconda forma più comune di porfiria e colpisce per lo più giovani donne, tra i 25 e i 45 anni. Si caratterizza per attacchi ricorrenti con coinvolgimento neuroviscerale molto severo e, se non trattati tempestivamente, potenzialmente letale. Gli attacchi di porfiria acuta sono scatenati, nei soggetti affetti, dall'assunzione di sostanze, da variazioni ormonali o condizioni nutrizionali particolari.

La possibilità di intervenire in maniera prolungata e duratura sui fattori che predispongono agli attacchi (nello specifico la iper-espressione del primo enzima della via metabolica), consente di mantenere in fase di latenza la malattia nel 90% dei casi.

Il nuovo farmaco è risultato estremamente efficace nel modulare in senso positivo il meccanismo che sta alla base di questa patologia, consentendo di ridurre (e spesso normalizzare) l’accumulo endogeno delle sostanze (neurotossiche) che si accumulano a causa del difetto metabolico  e il cui effetto sul sistema nervoso centrale e periferico è responsabile delle crisi acute (caratterizzate da dolori lancinanti addominali, e diverse altre manifestazioni neurologiche gravemente invalidanti e potenzialmente letali). Grazie a questa azione il farmaco consente un duraturo controllo dei sintomi e della malattia, a fronte di una somministrazione semplice (iniezione sottocutanea con cadenza mensile) e scarsi effetti collaterali.

I risultati dello studio hanno dimostrato l’elevata efficacia di questo approccio terapeutico innovativo, giustificandone l’approvazione con procedura “fast-track” dalle agenzie regolatorie americana FDA - Food and Drug Administration ed europea EMA - European Medicines Agency.

Il centro di Modena ha iniziato, primo in Italia, l’utilizzo terapeutico del farmaco già su un paziente (previa autorizzazione da parte di AIFA - Agenzia italiana del farmaco) con una forma particolarmente severa di porfiria acuta intermittente il mese scorso. 

In occasione della pubblicazione del bando per l’ammissione al 36° ciclo del Corso di Dottorato in Lavoro, Sviluppo e Innovazione, la Fondazione e il Dipartimento di Economia Marco Biagi di Unimore, organizzano un incontro di presentazione on line, rivolto ai potenziali candidati e candidate, ma aperto anche a Enti, Associazioni e imprese, pubbliche e private interessate a finanziare borse di dottorato in Internship o dottorati industriali attivando collaborazioni nell’attività di ricerca applicata.

Per seguire l’iniziativa, in programma martedì 23 giugno, dalle 17.00 alle 19.00, sulla piattaforma Google Meet, è necessario registrarsi al link: www.fmb.unimore.it/phdonair

Il corso di dottorato LSI – afferma la Coordinatrice, prof.ssa Tindara Addabboha una forte caratterizzazione interdisciplinare visibile nell’offerta formativa e nelle linee di ricerca che saranno presentate durante l’incontro on-line che accompagna la pubblicazione del nuovo bando. Quest’anno alle linee di ricerca consolidate all’interno del Dottorato si aggiungono due nuove linee di ricerca una dedicata a valutare l’impatto socioeconomico della pandemia e le strategie di ripresa, l’altra dedicata alla libera circolazione e la protezione dei dati personali nell'era digitale. Sono lieta di accogliere, seppure in uno spazio virtuale, sia chi desidera intraprendere questo percorso che enti interessati a entrare in contatto con la nostra proposta di studio e ricerca”.

L’incontro sarà articolato in due parti. La prima, dalle 17.00 alle 18.00, prevede un’introduzione del prof. Tommaso Fabbri, Direttore del Dipartimento di Economia Marco Biagi e Vicedirettore della Scuola di Dottorato E4E e della Coordinatrice del dottorato, prof.ssa Tindara Addabbo, a cui seguirà la presentazione, a cura dei docenti del dottorato, delle Aree di ricerca che potranno essere argomento dei progetti da presentare per la candidatura.

Dalle 18.00 alle 19.00 sono previste le testimonianze di alcuni dottorandi/e in corso e dottori/esse di ricerca che racconteranno la loro esperienza nel dottorato LSI e i possibili sbocchi occupazionali.

Sarà dato spazio infine alla Segreteria del Dottorato che illustrerà le modalità e le fasi principali per presentare la domanda di ammissione.

Nel corso di tutta l’iniziativa sarà dato ampio spazio alle domande dei partecipanti che saranno invitati ad utilizzare anche la Community del dottorato LSI, dove avranno un contatto diretto con  dottorandi/e e con la Segreteria, a cui potranno porre le proprie domande.

Piattaforme digitali e innovazione nel campo delle industrie audiovisive. Saranno i temi centrali dell’evento online organizzato per presentare CLAP - Cultural Lab Platforming, un nuovo progetto di innovazione nel settore delle industrie creative e culturali unico nel panorama italiano, nato dalla collaborazione fra il Centro interdipartimentale di Digital Humanities di Unimore, il Laboratorio Aperto di Modena e il Comune di Modena.

Per seguire l’iniziativa, che si terrà venerdì 19 giugno, alle 16.30, sulla piattaforma Zoom, è necessario registrarsi al link: https://us02web.zoom.us/webinar/register/9115918669406/WN_8g0JZVIUQ3CsWorx_psmUg

L’appuntamento sarà aperto dai saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura, Politiche giovanili e Città universitaria del Comune di Modena Andrea Bortolamasi e del Sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Anna Laura Orrico.

Interverrà subito dopo il prof. Tommaso Fabbri del Centro di Ricerca sulle Digital Humanities di Unimore per presentare il programma del Cultural Lab Platforming.

A seguire sono previsti i contributi di Luca Ruggeri, co-fondatore della piattaforma Boundaryless, su principi ed elementi per progettare l'ecosistema e di Fabio Sgaragli, coordinatore attività del Laboratorio Aperto di Modena, che introdurranno la Tavola rotonda “Il platforming culturale e l’industria audiovisiva”, moderata dal prof. Vittorio Iervese del Centro di Ricerca sulle Digital Humanities di Unimore. Interverranno Fabio Abagnato, Responsabile della Commissione Film Emilia-Romagna e Jacopo Chessa, Direttore della Commissione Film Veneto.

Il progetto CLAP – affermano i responsabili scientifici prof. Tommaso Fabbri e prof. Vittorio Iervese - è un progetto sperimentale che si situa dentro l’ambito delle digital humanities. La trasformazione digitale sta progressivamente smaterializzando porzioni della nostra realtà, pensiamo ai patrimoni culturali, creandone gemelli digitali. Con questo progetto vogliamo esplorare e capire come ci si potrà comportare in questi nuovi spazi, quali sono le nuove pratiche possibili e quali opportunità ci sono di creare nuovo valore, pubblico e privato”.

L’appuntamento si chiuderà con una sessione dedicata a domande e risposte.

Progetto Unimore 2020, c’è la data di consegna del lotto A del terzo polo universitario reggiano all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia: sarà il 21 novembre 2020 alle ore 10.00. Da sabato 21 novembre a martedì 24 novembre, Solennità di San Prospero, sarà possibile visitare l’immobile. Lunedì 23 novembre verranno recitati i Vespri di San Prospero nella Cappella del Seminario in segno di ringraziamento per il grande dono ricevuto.

“La realizzazione di un nuovo polo universitario presso il seminario vescovile – dichiara Carlo Adolfo Porro, Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia - costituisce un importante investimento della comunità, che ha saputo agire concordemente nel destinare una sede così prestigiosa alle esigenze dell’Università. Anche per questo intendo esprimere la gratitudine dell’Ateneo a tutti coloro che si sono impegnati per realizzarlo e per confermare, nonostante il periodo di emergenza determinato dal Covid-19, i tempi di realizzazione del progetto di ristrutturazione.  A Sua Eccellenza il Vescovo, Monsignor Camisasca, alle istituzioni reggiane e ai loro rappresentanti, a cominciare dal Sindaco, e ai numerosi sostenitori che hanno compreso l’importanza dell’investimento per l’intera comunità va il nostro grazie: questa realizzazione segna un passaggio assai importante nel processo di rafforzamento infrastrutturale di Unimore nella sede di Reggio Emilia. L’accurato progetto di restauro del complesso di viale Timavo darà alla città il terzo Polo Universitario, che si aggiunge a Palazzo Dossetti e al Campus San Lazzaro. L’investimento risponde alle accresciute esigenze della sede reggiana che, nell’arco di vent’anni, ha raggiunto una popolazione studentesca di circa 10.000 unità. Il completamento di questo progetto permetterà di disporre di una struttura di rilievo adiacente al centro storico e di ampliare gli spazi a disposizione per didattica e ricerca, nell’ottica di migliorare sempre più la qualità dell'offerta formativa di Unimore”.

Progetto Unimore 2020, c’è la data di consegna del lotto A del terzo polo universitario reggiano all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia: sarà il 21 novembre 2020 alle ore 10.00. Da sabato 21 novembre a martedì 24 novembre, Solennità di San Prospero, sarà possibile visitare l’immobile. Lunedì 23 novembre verranno recitati i Vespri di San Prospero nella Cappella del Seminario in segno di ringraziamento per il grande dono ricevuto.

“La realizzazione di un nuovo polo universitario presso il seminario vescovile – dichiara Carlo Adolfo Porro, Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia - costituisce un importante investimento della comunità, che ha saputo agire concordemente nel destinare una sede così prestigiosa alle esigenze dell’Università. Anche per questo intendo esprimere la gratitudine dell’Ateneo a tutti coloro che si sono impegnati per realizzarlo e per confermare, nonostante il periodo di emergenza determinato dal Covid-19, i tempi di realizzazione del progetto di ristrutturazione.  A Sua Eccellenza il Vescovo, Monsignor Camisasca, alle istituzioni reggiane e ai loro rappresentanti, a cominciare dal Sindaco, e ai numerosi sostenitori che hanno compreso l’importanza dell’investimento per l’intera comunità va il nostro grazie: questa realizzazione segna un passaggio assai importante nel processo di rafforzamento infrastrutturale di Unimore nella sede di Reggio Emilia. L’accurato progetto di restauro del complesso di viale Timavo darà alla città il terzo Polo Universitario, che si aggiunge a Palazzo Dossetti e al Campus San Lazzaro. L’investimento risponde alle accresciute esigenze della sede reggiana che, nell’arco di vent’anni, ha raggiunto una popolazione studentesca di circa 10.000 unità. Il completamento di questo progetto permetterà di disporre di una struttura di rilievo adiacente al centro storico e di ampliare gli spazi a disposizione per didattica e ricerca, nell’ottica di migliorare sempre più la qualità dell'offerta formativa di Unimore”.

È uscito il nuovo numero del webmagazine mensile dell’Università di Modena e Reggio Emilia “FocusUnimore” (http://www.focus.unimore.it/), un periodico che racconta in maniera monografica la vita e le ricerche che si fanno nell’Ateneo emiliano.

L’iniziativa, voluta dal Rettore prof. Carlo Adolfo Porro, risponde al “fine di fornire approfondimenti, nonché di mostrare come singoli programmi o eventi realizzati o in corso di realizzazione siano parte di una progettualità che chi opera all’interno dell’Ateneo coltiva quotidianamente con il suo lavoro”.

Giunto alla sua sesta uscita, il numero di giugno getta uno sguardo sui temi della sostenibilità e della economia circolare evidenziando il fervore con cui molti gruppi di ricerca dei diversi Dipartimenti scientifici e umanistici abbiano a cuore gli obiettivi fissati dalle convenzioni internazionali ed europee in tema di lotta ai cambiamenti climatici.

Questo numero si apre significativamente con un editoriale a firma della professoressa Grazia Ghermandi, Delegata del Rettore alla Sostenibilità che motiva le ragioni che hanno indotto Unimore ad aderire alla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), cui è stato riservato un box “Unimore Sostenibile” sulla homepage del sito (http://www.unimoresostenibile.unimore.it/), che presenta in modo organico tutte le iniziative didattiche, di ricerca ed istituzionali per la sostenibilità che si svolgono in Unimore.

Caratterizzano in maniera concreta questo impegno alcuni importanti progetti di ricerca della sezione Agraria del Dipartimento di Scienze della Vita, che riguardano la valorizzazione e il recupero della frazione organica dei rifiuti urbani e della filiera vitivinicola, riconducibili al progetto “SOSTINNOVI - Sostenibilità e Innovazione nella filiera vitivinicola”, coordinato dal professor Andrea Antonelli, ed al progetto “VALORIBIO - Valorizzazione dei rifiuti organici mediante insetti per l’ottenimento di biomateriali per usi agricoli”, coordinato dalla professoressa Lara Maistrello. Gli stessi ricercatori e ricercatrici partecipano ad un ambizioso progetto europeo SCALIBUR (Scalable Technologies for Bio-Urban Waste Recovery), partito nel novembre 2018 nell’ambito di Horizon 2020, coordinato dalla spagnola ITENE (Instituto Tecnológico del Embalaje, Transporte y Logística), nel quale si inserisce la realizzazione di un impianto pilota per allevare e frazionare le larve della “mosca soldato”, un perfetto esempio di economia circolare.

Risponde alle medesime finalità il lavoro del gruppo di ricerca, coordinato dal prof. Andrea Pulvirenti del Dipartimento di Scienze della Vita comprendente i dottori Riccardo De Leo, Andrea Quartieri, Francesco Bigi, Hossein Haghigi, che si occupa da anni di food packaging, e in particolare dell’impiego di scarti derivati dalla trasformazione industriale per la realizzazione di materiali completamente biodegradabili destinati al confezionamento degli alimenti, approdato anche alla costituzione di uno spin off universitario denominato “Packin”.

Non è trascurato da Unimore neppure lo sforzo di contenere l’impiego di materie plastiche e di sperimentare tecnologie di fabbricazione additiva (additive manufacturing - AM) e materiali innovativi, tutti aspetti decisivi per conseguire uno sviluppo sostenibile.

Queste iniziative sono al centro delle ricerche del gruppo del prof. Massimo Messori del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, che insieme a colleghi dell’Università di Parma, ha fondato MAT3D, uno spin-off che produce principalmente resine fotosensibili con caratteristiche temo-meccaniche avanzate che coprono ampie merceologie di mercato: dall’automotive, al packaging, al biomedicale fino al manifatturiero tradizionale.

Una delle sfide cruciali nel contrasto ai cambiamenti climatici è rappresentato dal controllo dell’inquinamento atmosferico, di cui si occupa il progetto europeo “TRAFAIR”, coordinato dalla professoressa Laura Po del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”: attraverso un monitoraggio più attento delle emissioni atmosferiche si propone di avere per le città mappe previsionali dell’inquinamento dell’aria e di adottare, pertanto, misure più tempestive ed efficaci di prevenzione.

Guarda, invece, agli aspetti culturali ed educativi il progetto FCHgo del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, coordinato dalla professoressa Tiziana Altiero, che vuole contribuire agli obiettivi dell'Unione Europea nella lotta ai cambiamenti climatici e far comprendere come l’uso dell’idrogeno può essere uno dei pilastri dell’energia e dei sistemi di trasporto europei del futuro, rafforzando l'educazione all'idrogeno nelle scuole e puntando alla promozione della conoscenza della tecnologia delle celle a combustibile e dell'idrogeno.

Proprio a rafforzare la diffusione sul mercato delle tecnologie dell’idrogeno (in particolare l’idrogeno verde) e delle celle a combustibile sia nella mobilità sostenibile sia in altri ambiti strategici è dedicato il progetto europeo HY LAW (Hydrogen Law) sviluppato dal Dipartimento di Giurisprudenza, insieme a quelli di Economia ed Ingegneria. Ad UNIMORE, in particolare, è affidato il compito di coordinare, insieme a SNAM, il tavolo normativo/regolatorio “Strumenti di sviluppo del settore idrogeno”, che vede protagoniste le professoresse Mariacristina Santini ed Elisa Valeriani, per individuare gli ostacoli e le criticità allo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno ed all’implementazione nel mercato lungo la catena del valore dell’idrogeno (produzione, logistica, trasporto, usi finali).

Nell’ambito di una ricognizione su come il tema della sostenibilità viene declinato si colloca anche il Dipartimento di Economia Marco Biagi, nel quale si distingue l’attenzione prestata alla materia dalla professoressa Ulpiana Kocollari impegnata nei processi di accountability delle aziende. La sua attività ha prodotto strumenti e modelli per misurare e comunicare la sostenibilità e l’istituzione di un premio di laurea “SDGs E INNOVAZIONE DELL’IMPRESA”, sugli obiettivi di sviluppo sostenibile applicati alla economia aziendale.

Mentre il Dipartimento di Giurisprudenza, insieme a quelli di Economia ed Ingegneria, partecipa al progetto europeo HY LAW (Hydrogen Law), che si prefigge di rafforzare la diffusione sul mercato delle tecnologie dell’idrogeno (in particolare l’idrogeno verde) e delle celle a combustibile sia nella mobilità sostenibile che in altri ambiti strategici. Ad UNIMORE, in particolare, è affidato il compito di coordinare, insieme a SNAM, il tavolo normativo/regolatorio “Strumenti di sviluppo del settore idrogeno”, che vede protagoniste le professoresse Mariacristina Santini ed Elisa Valeriani, per individuare gli ostacoli e le criticità allo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno ed all’implementazione nel mercato lungo la catena del valore dell’idrogeno (produzione, logistica, trasporto, usi finali).

La nuova pubblicazione on-line si conclude con la presentazione delle motivazioni che hanno spinto Unimore ad aderire alla Rete delle Università per la Pace: rappresentanti per l’Ateneo in questo network sono il professor Claudio Baraldi del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali, membro del Centro universitario di ricerca sulle culture della pace e della sostenibilità e del consiglio scientifico del Centro Interuniversitario di Ricerca per l’Analisi dell’Interazione e della Mediazione (http://www.aim.unimore.it/site/home/chi-siamo.html) e il professor Thomas Casadei del Dipartimento di Giurisprudenza, tra i fondatori del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità (www.crid.unimore.it), tra i Coordinatori scientifici dell’Osservatorio su migranti e richiedenti asilo nel territorio modenese, componente della redazione della rivista “Scienze e Pace” nonché delegato del Rettore alla comunicazione.

Incoraggiati dal successo delle passate edizioni e dal crescente numero di adesioni, Unimore ed European Women’s Management Developement International Network ripropongono anche quest’anno la Summer Camp di Informatica “Ragazze Digitali.

L'iniziativa che si svolgerà in modalità online, giunta ormai alla sua settima edizione per quanto riguarda Modena, che è stata antesignana di questo progetto, verrà riproposta per la terza volta anche a Reggio Emilia.

Ammesse 75 ragazze delle terze e quarte classi degli istituti superiori provenienti non solo dall'Emilia, che saranno guidate verso i temi della programmazione, del Web e della sicurezza personale in rete.

“Ragazze Digitali”, che gode del patrocinio del Comune di Modena, del Comune di Reggio Emilia, della Regione Emilia Romagna e del Ministero dell’Istruzione, è un progetto di orientamento innovativo nella cornice del progetto europeo Equal-ist, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, e per Reggio Emilia da Iren, Fondazione Pietro Manodori e Kolher. Negli anni sono state più di 500 le ragazze formatesi attraverso questa iniziativa.

L'obiettivo della scuola è contribuire a superare il cosiddetto technological gender gap. "E' un antico stereotipo duro a morire che le ragazze non siano adatte ad affrontare le tecnologie - sostiene il Professor Michele Colajanni di Unimore -. Per quanto riguarda l'informatica posso confermare che è proprio una sciocchezza da superare, senza considerare che tutta la società sta diventando digitale, pertanto l'informatica può essere un volano applicato a qualsiasi materia. Inoltre, auto-escludersi dalle competenze su certe tematiche significa rimanere un passo indietro per i prossimi decenni".

Si parte oggi 15 giugno per tre settimane fino al 3 luglio. Maggiori informazioni sul sito del corso: https://www.ragazzedigitali.it/

ButterfLife, l’apparecchio medico prodotto dalla modenese VST (Vital Signals in a Touch) Srl, società spin-off dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha raggiunto un importante traguardo: ha ottenuto la certificazione (marcatura CE) di medical deviceClasse IIa. Ai sensi della corrente direttiva UE sui dispositivi medici (93/42/CEE) il potenziale rischio dei dispositivi per uso medicale è classificato in 5 classi; il software del ButterfLife è stato inserito nella Classe IIa, associata a dispositivi a rischio medio basso per il paziente. Esso infatti è uno strumento di misura che offre al medico la possibilità affidabile di fare diagnosi basandosi sull’informazione ricavata dai valori dei parametri vitali ottenuti.

Si tratta di un risultato che giunge al termine di un lungo e complesso iter.

Il lavoro per la pratica di certificazione è durato all’incirca 10 mesi ed è stato “faticoso ma entusiasmante” per ammissione dei soci VST. La stesura del fascicolo tecnico richiesto dalla direttiva europea si è concretizzata nella produzione di 80 documenti per un totale di 300 pagine. “Ci siamo ben presto resi conto – spiega il Presidente VST prof. Sergio Fonda di Unimore - che questo era un lavoro che non poteva essere svolto da uno spin-off di tre anni d’età, perciò VST si è avvalsa della valida consulenza di AP Engineering Srl che, a sua volta, ha scelto MTIC Intercert Srl come Organismo Notificato per il rilascio della marcatura CE”.

Ovviamente – aggiunge il CEO VST Ing. Matteo Corradinila produzione di tutti i documenti di dettaglio tecnico del dispositivo è stata presa in carico dalla nostra azienda contribuendo così anche a una notevole riduzione dei costi preventivati

VST è il primo spin-off di UNIMORE a raggiungere l’obiettivo di certificazione medical device per strumentazione di uso diagnostico.

ButterfLife è un dispositivo portatile e non ingombrante che misura attraverso un software il proprio stato di salute. E' utilizzabile in completa autonomia da chiunque. Lo strumento si attiva con il solo tocco delle mani ed è in grado di monitorare contemporaneamentecinque parametri vitali fondamentali: frequenza cardiaca; frequenza respiratoria; ossigenazione del sangue; pressione arteriosa (massima e minima) e temperatura corporea, oltre a fornire un tracciato ECG (elettrocardiogramma) completo e comprensibile da un medico, dal quale sono estratte e misurate importanti informazioni sulla variabilità del ritmo cardiaco. I risultati delle misure sono archiviati nella pagina personale dell’utente sul portale web e possono essere condivisi con il proprio medico o altri destinatari decisi dall’utente.

Il metodo, brevettato a titolarità UNIMORE, offre un test che si porta a termine semplicemente tenendo ButterfLife tra le mani per due minuti e mezzo. In questo lasso di tempo sono acquisiti i parametri vitali e l’analisi della variabilità del ritmo cardiaco. I risultati sono raccolti in un report contenente sia la tabella dei parametri e i loro grafici, sia l’andamento di ECG e di fotopletismogramma (PPG) rappresentato in stileHolter. I valori dei parametri possono essere osservati direttamente ma sono anche archiviati, per un controllo continuo del monitoraggio, in una base di dati codificati in forma anonima nel rispetto del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (noto con acronimo inglese GDPR) e possono essere inviati in rete al proprio medico o a un sistema di telemedicina, con indubbi risvolti positivi in termini di prevenzione, tempestività, efficacia, efficienza, accuratezza e archiviazione.

L’aspetto immediato più importante, tra tanti altri, è che la marcatura CE consente, a pieno titolo, l’uso di ButterfLife, che ha fatto il suo esordio in farmacia a gennaio, nel monitoraggio dei segni vitali per la diagnosi precoce di COVID-19 e per la gestione di pazienti in contesto domestico o non medicalizzato. Esso infatti permette un’autovalutazioneche può essere estesa al nucleo famigliare, memorizzando nel dispositivo i diversi profili individuali delle persone con i relativi dati biometrici.

L'idea su cui si basa ButterfLife nasce dai risultati del progetto europeo D3Cos Artemis in cui il compito del gruppo di ricerca di Unimore era di misurare il carico di lavoro cognitivo di controllori di traffico marittimo e aereo utilizzando strumenti, tecniche e metodi non invasivi. Ciò avveniva circa sette anni fa dopo i quali i promotori di VST hanno pensato di progettare un sistema che, registrando solo elettrocardiogramma e fotopletismogramma dalle due mani, potesse fornire dati quantitativi sullo stato di salute dell'individuo che lo stava usando. L'implementazione è avvenuta gradualmente sino ad arrivare ad un prototipo, nel 2016, basato su elettronica, software di rete, modelli matematici e reti neurali. E' stato depositato un brevetto nel 2017 ed ora VST ha concluso la fase di certificazione per il software, nucleo centrale dello strumento.

VSTSrl nasce da un lungo lavoro di ricerca del laboratorio Elastyc del Dipartimento di Scienze della vita dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Durante gli ultimi 10 anni il gruppo di ricerca diretto dal prof. Sergio Fonda si è occupato della individuazione dei parametri fisiologici che portano un soggetto ad avere un aumento o una diminuzione delle proprie performance (mentali o fisiche), da qui nasce l'idea di portare sul mercato una tecnologia autonoma in grado di indicare lo stato di benessere di una persona con il semplice contatto delle mani su un manubrio, inizialmente, poi evoluto in ButterfLife, strumento ora in grado di dare informazioni reali sullo stato di benessere di una persona attraverso un set di parametri (i 5 parametri vitali definiti dall'OMS per la definizione dello stato di salute di un soggetto più altri parametri legati all'interazione del sistema nervoso centrale e il sistema nervoso autonomo).

La composizione societaria di VST, oltre a prevedere i soci prof. Sergio Fonda come Presidente e Ing. Matteo Corradini come Amministratore delegato, ha i seguenti altri soci: ing. PhD Andrea Malagoli, ing. Giovanni Faglioni, prof.ssa Anna Vittoria Mattioli, dott. Marco Serafini, dott. Stefano Dall’Olio, Donato Sannino e UNIMORE. All’attività dei soci si aggiunge quella di Matteo Raimondi, fondamentale e infaticabile collaboratore per il settore del Marketing.

 

Sito web VST: vst-srl.com

Il Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche (FIM) di Unimore lancia una iniziativa on-line rivolta alle studentesse ed agli studenti delle classi quarte degli Istituti superiori delle province di Modena, Reggio Emilia e Mantova, nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO).

Si intitola “Una settimana da scienziato” e riprende il format di passate edizioni che ha avuto un alto indice di gradimento tra i partecipanti. Novità di questa edizione è che tutte le attività si svolgeranno a distanza, tramite aule virtuali. Anche se la vera sfida di questa scuola sarà quella di riuscire ad essere coinvolgente, presentando attività il più possibile interattive, che mettano al centro gli studenti coinvolti.

L’iniziativa si svolgerà da lunedì 15 giugno fino a venerdì 19 giugno 2020, accogliendo una cinquantina di studenti provenienti da 7 scuole del territorio, selezionati fra i più interessati alle tematiche tecnico-scientifiche. Durante il percorso proposto ragazze e ragazzi avranno l’occasione di lavorare a stretto contatto con ricercatori e docenti dell’Università, allargando le loro conoscenze in diversi ambiti della fisica, dell’informatica e della matematica: numeri primi, crittografia, aritmetica modulare, internet e web, nanoscienze e nanotecnologie, Homo Sapiens in realtà aumentata, relatività, membrane biologiche sono solo alcuni dei temi che verranno toccati durante la settimana.

ciascuna disciplina sarà dedicata una decina di ore, in cui si alterneranno attività seminariali, di laboratorio e di rielaborazione degli argomenti affrontati. 

Anche stavolta, al termine della settimana, si svolgerà un contest: gli studenti saranno divisi in piccoli gruppi, ciascuno dei quali sarà associato a un nome celebre di scienziato nel campo della Fisica, dell’Informatica o della Matematica e lavorerà a distanza in una propria aula virtuale. Ciascuno dei gruppi avrà poi cinque minuti di tempo per illustrare e spiegare un concetto o argomento a scelta fra quelli affrontati nella settimana. Le migliori presentazioni saranno premiate dai docenti del FIM con dei gadget che saranno fatti recapitare direttamente alle scuole. Venerdì 19 pomeriggio infine, i ragazzi avranno modo di capire, dal racconto in prima persona di alcuni professionisti, laureati in fisica, informatica e matematica, quali sono le possibilità di carriera offerte da queste lauree.

“Il momento che stiamo vivendo è molto complicato, tutti noi siamo stati duramente provati dall’emergenza sanitaria in corso e dalle sue conseguenze e siamo tuttora molto affaticati dall’impegno richiesto dall’erogazione dei nostri corsi a distanza - afferma la Professoressa Michela Eleuteri, Presidente della Commissione per la Divulgazione della cultura scientifica del FIM – tuttavia ci sentiamo pronti a rimetterci di nuovo in gioco, pensando ai nostri ragazzi e al loro futuro, perché l’orientamento rimane per loro un momento cruciale, indipendentemente dalle difficoltà contingenti del momento storico che stiamo vivendo. In questa prospettiva noi vorremmo essere loro accanto con il nostro entusiasmo e la passione che da sempre ci caratterizza. Sono questi i fattori cruciali che contribuiscono a diffondere tra gli studenti l’amore per le nostre discipline, avvicinandoli alla scienza e aiutandoli a scegliere in modo consapevole il proprio percorso di studi a livello universitario. In quest’ottica noi del FIM riteniamo sia cruciale, anche in questo momento di emergenza, proporre iniziative che possano contribuire alla diffusione della cultura scientifica, che a nostro avviso deve essere l’impegno primario per ogni scienziato. Sono certa che anche a distanza riusciremo a fare un ottimo lavoro di coinvolgimento e di interazione con i ragazzi. Ringrazio di cuore tutti i colleghi e tutto il personale tecnico-amministrativo che è risultato coinvolto nell’iniziativa.”

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