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Centro Interateneo Edunova

Centro Interateneo Edunova

Da oggi il nome di Horacio Pagani va ad arricchire la galleria delle personalità illustri insignite della laurea Honoris Causa dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. A lui, l’Ateneo emiliano ha voluto rendere omaggio attribuendogli la laurea magistrale in Ingegneria del Veicolo. Il noto fondatore e Chief Designer di Pagani Automobili di origini argentine, che ha legato i suoi successi imprenditoriali ed il suo nome al territorio modenese, culla e cuore di ciò che oggi è la Motor Valley, è la seconda eminente personalità internazionale a riceverela laurea in questo corso di studio, che finora ha accompagnato al titolo di laurea 623 studenti.

La decisione, fatta propria ed approvata del Ministro Valeria Fedeli il 12 aprile 2018, e prima dal Senato Accademico Unimore in data 20 dicembre 2017, è stata avanzata e deliberata all’unanimità dal DIEF - Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, che su questo riconoscimento ha discusso il 15 dicembre dell’anno scorso la proposta esposta dal Vice Direttore del DIEF, prof. Luigi Rovati.

La giornata, ospitata presso il Tecnopolo di Modena e aperta dall’ingresso del Corteo Accademico, è stata introdotta dal Magnifico Rettore prof. Angelo O. Andrisano, cui sono seguite la lettura della motivazioni da parte del Direttore del DIEF - Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” prof.ssa Alessandro Capra e l’esposizione della laudatio, affidata al rappresentate del corso di studio in Ingegneria del Veicolo e Presidente del corso di laurea interateneo in “Advanced Automotive Engineering” prof. Francesco Leali.

E’ doveroso ricordare – ha detto nel suo saluto il Magnifico Rettore Unimore prof. Angelo O.  Andrisano - che la cerimonia di oggi si tiene proprio nel trentesimo anniversario dalla scomparsa di Enzo Ferrari, personaggio entrato nel mito, che ha portato il nome della città di Modena nel mondo e al quale è stato intitolato il nostro Dipartimento di Ingegneria di Modena. E non è così difficile trovare un parallelismo tra la storia di Horacio Pagani e quella di Enzo Ferrari, entrambi arrivati all’eccellenza spinti dalla passione e dalla perseveranza; due persone geniali che sono riuscite a realizzare il loro sogno”.

La prestigiosa carriera nella progettazione e nella produzione di supercar apprezzate a livello mondiale, la spiccata propensione alla continua attività di ricerca ingegneristica soprattutto nell’ambito dei materiali compositi e la straordinaria ricaduta economica e di immagine dell’attività imprenditoriale all’interno del panorama automobilistico nazionale e internazionale –  ha affermato il prof. Alessandro Capra leggendo le motivazioni della decisione - confermano l’eccellenza del percorso professionale di Horacio Pagani e motivano la richiesta di assegnazione del titolo ad Honorem di Ingegnere del Veicolo”.

Confesso – ha esordito nella sua laudatio il prof. Francesco Leali di Unimore - il timore di non poter essere davvero all’altezza di presentare il profilo straordinario di Horacio Pagani che, al di là degli evidenti meriti personali, rappresenta l’ideale di realizzazione degli Ingegneri più entusiasti. Un tecnico i cui meriti vanno ben oltre l’ingegneria meccanica e la tecnologia dei materiali compositi, della quale è stato visionario pioniere, perché ispirati da quel concetto di arte rinascimentale che si ritrova pienamente sviluppato solo nel pensiero e nelle opere di Leonardo da Vinci, figura da lui quasi maniacalmente studiata e profondamente amata. Un imprenditore capace di pensare, progettare e produrre veicoli unici, mai esistiti in precedenza, per i quali si è reso necessario coniare una nuova categoria di classificazione, “Hypercar”, in cui l’idea di stile e prestazione è superata da quella di stupore di guida e di ammirazione. Un imprenditore che ha fatto della propria azienda un ambiente familiare. Se ne ha sentore visitando la nuova bellissima sede di San Cesario sul Panaro, curata insieme ai figli Leonardo e Christopher, ma se ne ha evidenza confrontandosi, come mi è capitato in questi giorni, con i suoi più vicini collaboratori e collaboratrici: attenti a valorizzarne il pensiero originale, con reale stima, e pronti a raccoglierne le indicazioni e a trasformarle in azioni, con efficienza, certo, ma soprattutto con l’attenzione e la cura proprie dell’affetto, non della mera operatività”.

Quindi, il Magnifico Rettore ha consegnato il Tocco, il Sigillo dell’Ateneo ed il Diploma di Laurea al nuovo dottore in Ingegneria del Veicolo, Horacio Pagani. che ha pronunciato la sua lectio magistralis.

Horacio Pagani nel suo intervento ha ripercorso le tappe del suo percorso di vita. La Lectio Magistralis da lui tenuta si è soffermata principalmente sugli aspetti che hanno caratterizzato la formazione autodidatta, l’attività di ricerca e sviluppo di nuovi materiali e tecnologie composite e la scelta di Modena come territorio privilegiato per la nascita della supercar Pagani.

La sete di conoscenza è alla base del cammino che porta Horacio Pagani ad assecondare una passione, un desiderio creativo che ha nutrito fin da bambino, spesso alimentato dalle riviste di settore, le poche disponibili in Argentina, che facevano sognare tanti ragazzi attraverso le immagini delle supercar che venivano costruite a Modena. “Per me aprire quelle riviste e vedere queste macchine, avere questa sorta di connessione con l’Italia, con il design italiano, era qualcosa che mi stimolava, mi faceva sognare, immaginare... E probabilmente questa immaginazione andava anche oltre a quella che era la realtà.” Queste le parole di Horacio Pagani per descrivere la nascita del suo sogno, del suo desiderio di avvicinarsi a questa terra che gli ha conferito una laurea in Ingegneria del Veicolo. A Modena, infatti, il giovane designer sognava di arrivare, poiché in questa terra c’è la cultura dell’automobile, non presente per esempio in altre città. “A Modena perché qui c’è la tradizione, qui c’è la storia. Maserati, Ferrari, Lamborghini sono la storia, sono la tradizione italiana che tutti quanti dobbiamo rispettare; quello che loro hanno creato ha consentito a me e a tanti altri di prendere spunto e di poter fare qualche cosa. Maserati è stata la prima fabbrica ad installarsi in questa zona: a Modena c’era una cultura molto importante, quella delle carrozze, e qui sono nate le prime carrozze a cavallo e poi i primi mezzi motorizzati e autobus; qui c’era la manualità, la cultura e le conoscenze per poter lavorare certi materiali. All’approccio di Maserati, nella loro scelta di Modena, ha poi fatto seguito quello di Enzo Ferrari, che decise di fare le sue macchine in questa zona, anziché a Torino o a Milano, dove c’era più una tradizione legata alla Fiat, alle fabbriche di automobili. Lo stesso Ferruccio Lamborghini, attratto dal fascino di queste macchine, di Ferrari e Maserati, decise di portare avanti il suo progetto, il suo sogno in questa stessa area, dove la passione, le persone fanno la differenza”. L’orgoglio di far parte di questa terra è forte, così come la stima e la profonda ammirazione per i miti italiani, i brand che hanno fatto la storia e che continuano a far sognare tante generazioni.

Dagli inizi in Argentina ai primi esperimenti con modellini in legno fino al progetto di una monoposto di Formula 2, tutto denota un enorme impegno e una grande devozione. Un rigore e una disciplina trasmessi dalla famiglia e respirati nella panetteria del padre, a Casilda, dove ogni mattina il pane viene sfornato e dove non si parla di supercar. Nella pampa argentina, infatti, non esiste cultura automobilistica di sorta, nonostante i grandi nomi di Juan Manuel Fangio e Oreste Berta, mentori e idoli indiscussi del giovane Horacio. Ma la passione e la curiosità instancabile lo portano a fare incontri che muteranno il corso della sua vita, come quello con l’opera di Leonardo da Vinci, secondo cui arte e scienza possono coesistere tranquillamente, “camminare mano nella mano”. Da questo momento farà di questa visione la filosofia di ogni futuro progetto e creazione: “Questa visione mi ha permesso di sentire chiara la sensazione, o meglio il bisogno, di attribuire un senso estetico anche ad oggetti, ad elementi che normalmente avrebbero avuto uno scopo solo puramente funzionale”. All’insegna di questa propensione, del dover piegare ogni calcolo, ogni formula, ogni geometria ad una bellezza formale e cura estetica, nasceranno progetti come Pagani Zonda e Huayra, dove la cura del dettaglio è visibile in ogni singolo pannello in fibra di carbonio, in cui l’accostamento di trama e ordito diventa un motivo di vanto, una peculiarità da mettere in vetrina. Un’ode al lavoro artigianale e sartoriale, fatto a mano, insieme al trionfo delle tecnologie composite a lungo studiate e messe a punto nell’Atelier di San Cesario sul Panaro, al fine di arrivare ad un perfetto connubio di Arte e Tecnica.

Ruolo centrale nella Lectio Magistralis è stato anche il tema del lavoro di squadra, della partnership con collaboratori stimati, senza far mancare alcuni importanti messaggi per le giovani generazioni “Quando ci troviamo davanti ad un ostacolo, non dobbiamo arrenderci: quell’ostacolo è lì per un motivo. E’ una fonte di energia! Dobbiamo solo ingegnarci per capire come scavalcarlo”. E ancora sono le sue parole “Lungo il percorso si fanno indubbiamente tanti passi avanti e a volte anche passi indietro. Se questo passo che si fa in avanti, lo si reputa già un piccolo successo, questo automaticamente ti dà energia per fare il passo successivo”.

Presenti alla cerimonia la famiglia, i figli Christopher e Leonardo e la Moglie Cristina, amici ed autorità tra cui il Prefetto di Modena Maria Patrizia Paba, il Vice Sindaco di Modena Gianpietro Cavazza, l’Assessore della Regione Emilia Romagna Palma Costi, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Paolo Cavicchioli, l’On. Benedetta Fiorini, il Vice Presidente della Camera di Commercio di Modena Gian Carlo Cerchiari, il Direttore Generale di Confindustria Emilia centro Tiziana Ferrari, oltre al Senato Accademico e a numerosi docenti, imprenditori, autorità militari e studenti.

Al neo ingegnere è giunto anche un messo di felicitazioni, letto ai presenti, da parte di Andrea Bocelli e famiglia. “Il mondo – ha scritto il cantante nel suo indirizzo di saluto - ha bisogno di modelli positivi, di esempi in grado di infondere ottimismo, di figure che dimostrino come ciascuno possa seguire con coraggio, passione e determinazione le proprie aspirazioni. Ha bisogno di personaggi visionari e geniali come te, eroi dei nostri tempi che pensano fuori dal coro e, forti di grandi ideali, realizzano i propri sogni, le proprie intuizioni e le proprie rivoluzioni, dando un contributo fattivo alla società. Brindiamo a questa ulteriore manifestazione di stima, di ammirazione e di affetto, da parte di un Ateneo (e di una Nazione) che – proprio come noi – è orgogliosa del sangue italiano che scorre nelle tue vene. Un abbraccio e sincere congratulazioni da tutta la famiglia Bocelli”.

HORACIO PAGANI

Horacio Pagani è fondatore e Chief Designer di Pagani Automobili.

Dopo aver gestito la Divisione Compositi di Lamborghini, lavora dal 1980 al progetto “C8”, presentato poi al Salone di Ginevra del 1999 col nome di Zonda, vettura riconosciuta da subito come un classico senza tempo.

Nel 2011 viene presentata la Pagani Huayra, manifesto della filosofia rinascimentale e leonardesca che da sempre affascina Horacio Pagani. Creata con materiali compositi di ultima generazione, nel 2012 vince i tre più prestigiosi awards del settore come Car Of The Year.

La continua attività di ricerca nell’ambito dei materiali compositi porta Horacio a definire formule sempre nuove, che trovano applicazione nei modelli successivi come Pagani Huayra BC e Huayra Roadster. L’utilizzo sui recenti modelli di tecnologie composite messe a punto durante i primi sviluppi della Zonda, confermano il carattere pionieristico della sua attività.

 

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Le donne sono ancora vittime di una frattura digitale che le allontana dal centro della società delle reti, relegandole alla periferia dell’inclusione. Di fronte a professioni digitali sempre più ricercate sul mercato e alla mancanza di candidati idonei a ricoprirle, c’è chi considera il digital gender gap tra i maggiori responsabili dei 2 milioni di posti di lavoro nell’ambito del digitale che, si stima, resteranno vacanti nell’arco dei prossimi cinque anni.

Le professioni digitali saranno sempre di più una via fondamentale verso l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile ed è per questo che l’associazione volontaria EWMD European Women's Management Development International in collaborazione con Unimore e con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia, offre alle studentesse del terzo e quarto anno di qualsiasi scuola superiore un Summer Camp gratuito per avvicinarle all’informatica e alla tecnologia, utilizzando l’approccio learn-by-doing, imparare facendo.

Il Summer camp, che per il primo anno approda a Reggio Emilia, si articolerà attraverso un programma di due settimane, dal 9 al 20 luglio 2018, e sarà ospitato presso il Centro Malaguzzi. Per le partecipanti sarà un’autentica full-immersion che le vedrà coinvolte tutti i giorni da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e nei pomeriggi da lunedì a giovedì dalle 14.00 alle 16.00.

Durante questo singolare percorso le ragazze, seguite da docenti e tutor del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di Unimore, lavoreranno in gruppo per realizzare un piccolo robot e programmarne le sue funzioni utilizzando Arduino. Inoltre, in queste attività,  applicheranno un approccio matematico e logico per affrontare e risolvere problemi quali la sincronizzazione dei componenti, il miglioramento delle prestazioni della macchina, nonché la personalizzazione del progetto da parte di ogni gruppo.

Il Summer Camp “Ragazze Digitali”, grazie alla sponsorship di Iren e Club Digitale, dà la possibilità di avviare anche a Reggio Emilia una edizione innovativa dell’omologa iniziativa che con successo si svolge a Modena già dal 2014, organizzata dagli stessi soggetti ed incentrata sulla  programmazione di videogiochi in Python, ampliando la possibilità di frequentazione a cento ragazze sulle due province.

Per partecipare occorre iscriversi compilando il modulo pubblicato sul sito https://www.ragazzedigitali.it/ed effettuando un versamento di 4,35 euro per la Polizza Infortuni e la Polizza Responsabilità civile verso terzi.

Per informazioni rivolgersi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Da oggi il nome di Horacio Pagani va ad arricchire la galleria delle personalità illustri insignite della laurea Honoris Causa dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. A lui, l’Ateneo emiliano ha voluto rendere omaggio attribuendogli la laurea magistrale in Ingegneria del Veicolo. Il noto fondatore e Chief Designer di Pagani Automobili di origini argentine, che ha legato i suoi successi imprenditoriali ed il suo nome al territorio modenese, culla e cuore di ciò che oggi è la Motor Valley, è la seconda eminente personalità internazionale a riceverela laurea in questo corso di studio, che finora ha accompagnato al titolo di laurea 623 studenti.

La decisione, fatta propria ed approvata del Ministro Valeria Fedeli il 12 aprile 2018, e prima dal Senato Accademico Unimore in data 20 dicembre 2017, è stata avanzata e deliberata all’unanimità dal DIEF - Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, che su questo riconoscimento ha discusso il 15 dicembre dell’anno scorso la proposta esposta dal Vice Direttore del DIEF, prof. Luigi Rovati.

La giornata, ospitata presso il Tecnopolo di Modena e aperta dall’ingresso del Corteo Accademico, è stata introdotta dal Magnifico Rettore prof. Angelo O. Andrisano, cui sono seguite la lettura della motivazioni da parte del Direttore del DIEF - Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” prof.ssa Alessandro Capra e l’esposizione della laudatio, affidata al rappresentate del corso di studio in Ingegneria del Veicolo e Presidente del corso di laurea interateneo in “Advanced Automotive Engineering” prof. Francesco Leali.

E’ doveroso ricordare – ha detto nel suo saluto il Magnifico Rettore Unimore prof. Angelo O.  Andrisano - che la cerimonia di oggi si tiene proprio nel trentesimo anniversario dalla scomparsa di Enzo Ferrari, personaggio entrato nel mito, che ha portato il nome della città di Modena nel mondo e al quale è stato intitolato il nostro Dipartimento di Ingegneria di Modena. E non è così difficile trovare un parallelismo tra la storia di Horacio Pagani e quella di Enzo Ferrari, entrambi arrivati all’eccellenza spinti dalla passione e dalla perseveranza; due persone geniali che sono riuscite a realizzare il loro sogno”.

La prestigiosa carriera nella progettazione e nella produzione di supercar apprezzate a livello mondiale, la spiccata propensione alla continua attività di ricerca ingegneristica soprattutto nell’ambito dei materiali compositi e la straordinaria ricaduta economica e di immagine dell’attività imprenditoriale all’interno del panorama automobilistico nazionale e internazionale –  ha affermato il prof. Alessandro Capra leggendo le motivazioni della decisione - confermano l’eccellenza del percorso professionale di Horacio Pagani e motivano la richiesta di assegnazione del titolo ad Honorem di Ingegnere del Veicolo”.

Confesso – ha esordito nella sua laudatio il prof. Francesco Leali di Unimore - il timore di non poter essere davvero all’altezza di presentare il profilo straordinario di Horacio Pagani che, al di là degli evidenti meriti personali, rappresenta l’ideale di realizzazione degli Ingegneri più entusiasti. Un tecnico i cui meriti vanno ben oltre l’ingegneria meccanica e la tecnologia dei materiali compositi, della quale è stato visionario pioniere, perché ispirati da quel concetto di arte rinascimentale che si ritrova pienamente sviluppato solo nel pensiero e nelle opere di Leonardo da Vinci, figura da lui quasi maniacalmente studiata e profondamente amata. Un imprenditore capace di pensare, progettare e produrre veicoli unici, mai esistiti in precedenza, per i quali si è reso necessario coniare una nuova categoria di classificazione, “Hypercar”, in cui l’idea di stile e prestazione è superata da quella di stupore di guida e di ammirazione. Un imprenditore che ha fatto della propria azienda un ambiente familiare. Se ne ha sentore visitando la nuova bellissima sede di San Cesario sul Panaro, curata insieme ai figli Leonardo e Christopher, ma se ne ha evidenza confrontandosi, come mi è capitato in questi giorni, con i suoi più vicini collaboratori e collaboratrici: attenti a valorizzarne il pensiero originale, con reale stima, e pronti a raccoglierne le indicazioni e a trasformarle in azioni, con efficienza, certo, ma soprattutto con l’attenzione e la cura proprie dell’affetto, non della mera operatività”.

Quindi, il Magnifico Rettore ha consegnato il Tocco, il Sigillo dell’Ateneo ed il Diploma di Laurea al nuovo dottore in Ingegneria del Veicolo, Horacio Pagani. che ha pronunciato la sua lectio magistralis.

Horacio Pagani nel suo intervento ha ripercorso le tappe del suo percorso di vita. La Lectio Magistralis da lui tenuta si è soffermata principalmente sugli aspetti che hanno caratterizzato la formazione autodidatta, l’attività di ricerca e sviluppo di nuovi materiali e tecnologie composite e la scelta di Modena come territorio privilegiato per la nascita della supercar Pagani.

La sete di conoscenza è alla base del cammino che porta Horacio Pagani ad assecondare una passione, un desiderio creativo che ha nutrito fin da bambino, spesso alimentato dalle riviste di settore, le poche disponibili in Argentina, che facevano sognare tanti ragazzi attraverso le immagini delle supercar che venivano costruite a Modena. “Per me aprire quelle riviste e vedere queste macchine, avere questa sorta di connessione con l’Italia, con il design italiano, era qualcosa che mi stimolava, mi faceva sognare, immaginare... E probabilmente questa immaginazione andava anche oltre a quella che era la realtà.” Queste le parole di Horacio Pagani per descrivere la nascita del suo sogno, del suo desiderio di avvicinarsi a questa terra che gli ha conferito una laurea in Ingegneria del Veicolo. A Modena, infatti, il giovane designer sognava di arrivare, poiché in questa terra c’è la cultura dell’automobile, non presente per esempio in altre città. “A Modena perché qui c’è la tradizione, qui c’è la storia. Maserati, Ferrari, Lamborghini sono la storia, sono la tradizione italiana che tutti quanti dobbiamo rispettare; quello che loro hanno creato ha consentito a me e a tanti altri di prendere spunto e di poter fare qualche cosa. Maserati è stata la prima fabbrica ad installarsi in questa zona: a Modena c’era una cultura molto importante, quella delle carrozze, e qui sono nate le prime carrozze a cavallo e poi i primi mezzi motorizzati e autobus; qui c’era la manualità, la cultura e le conoscenze per poter lavorare certi materiali. All’approccio di Maserati, nella loro scelta di Modena, ha poi fatto seguito quello di Enzo Ferrari, che decise di fare le sue macchine in questa zona, anziché a Torino o a Milano, dove c’era più una tradizione legata alla Fiat, alle fabbriche di automobili. Lo stesso Ferruccio Lamborghini, attratto dal fascino di queste macchine, di Ferrari e Maserati, decise di portare avanti il suo progetto, il suo sogno in questa stessa area, dove la passione, le persone fanno la differenza”. L’orgoglio di far parte di questa terra è forte, così come la stima e la profonda ammirazione per i miti italiani, i brand che hanno fatto la storia e che continuano a far sognare tante generazioni.

Dagli inizi in Argentina ai primi esperimenti con modellini in legno fino al progetto di una monoposto di Formula 2, tutto denota un enorme impegno e una grande devozione. Un rigore e una disciplina trasmessi dalla famiglia e respirati nella panetteria del padre, a Casilda, dove ogni mattina il pane viene sfornato e dove non si parla di supercar. Nella pampa argentina, infatti, non esiste cultura automobilistica di sorta, nonostante i grandi nomi di Juan Manuel Fangio e Oreste Berta, mentori e idoli indiscussi del giovane Horacio. Ma la passione e la curiosità instancabile lo portano a fare incontri che muteranno il corso della sua vita, come quello con l’opera di Leonardo da Vinci, secondo cui arte e scienza possono coesistere tranquillamente, “camminare mano nella mano”. Da questo momento farà di questa visione la filosofia di ogni futuro progetto e creazione: “Questa visione mi ha permesso di sentire chiara la sensazione, o meglio il bisogno, di attribuire un senso estetico anche ad oggetti, ad elementi che normalmente avrebbero avuto uno scopo solo puramente funzionale”. All’insegna di questa propensione, del dover piegare ogni calcolo, ogni formula, ogni geometria ad una bellezza formale e cura estetica, nasceranno progetti come Pagani Zonda e Huayra, dove la cura del dettaglio è visibile in ogni singolo pannello in fibra di carbonio, in cui l’accostamento di trama e ordito diventa un motivo di vanto, una peculiarità da mettere in vetrina. Un’ode al lavoro artigianale e sartoriale, fatto a mano, insieme al trionfo delle tecnologie composite a lungo studiate e messe a punto nell’Atelier di San Cesario sul Panaro, al fine di arrivare ad un perfetto connubio di Arte e Tecnica.

Ruolo centrale nella Lectio Magistralis è stato anche il tema del lavoro di squadra, della partnership con collaboratori stimati, senza far mancare alcuni importanti messaggi per le giovani generazioni “Quando ci troviamo davanti ad un ostacolo, non dobbiamo arrenderci: quell’ostacolo è lì per un motivo. E’ una fonte di energia! Dobbiamo solo ingegnarci per capire come scavalcarlo”. E ancora sono le sue parole “Lungo il percorso si fanno indubbiamente tanti passi avanti e a volte anche passi indietro. Se questo passo che si fa in avanti, lo si reputa già un piccolo successo, questo automaticamente ti dà energia per fare il passo successivo”.

Presenti alla cerimonia la famiglia, i figli Christopher e Leonardo e la Moglie Cristina, amici ed autorità tra cui il Prefetto di Modena Maria Patrizia Paba, il Vice Sindaco di Modena Gianpietro Cavazza, l’Assessore della Regione Emilia Romagna Palma Costi, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Paolo Cavicchioli, l’On. Benedetta Fiorini, il Vice Presidente della Camera di Commercio di Modena Gian Carlo Cerchiari, il Direttore Generale di Confindustria Emilia centro Tiziana Ferrari, oltre al Senato Accademico e a numerosi docenti, imprenditori, autorità militari e studenti.

Al neo ingegnere è giunto anche un messo di felicitazioni, letto ai presenti, da parte di Andrea Bocelli e famiglia. “Il mondo – ha scritto il cantante nel suo indirizzo di saluto - ha bisogno di modelli positivi, di esempi in grado di infondere ottimismo, di figure che dimostrino come ciascuno possa seguire con coraggio, passione e determinazione le proprie aspirazioni. Ha bisogno di personaggi visionari e geniali come te, eroi dei nostri tempi che pensano fuori dal coro e, forti di grandi ideali, realizzano i propri sogni, le proprie intuizioni e le proprie rivoluzioni, dando un contributo fattivo alla società. Brindiamo a questa ulteriore manifestazione di stima, di ammirazione e di affetto, da parte di un Ateneo (e di una Nazione) che – proprio come noi – è orgogliosa del sangue italiano che scorre nelle tue vene. Un abbraccio e sincere congratulazioni da tutta la famiglia Bocelli”.

HORACIO PAGANI

Horacio Pagani è fondatore e Chief Designer di Pagani Automobili.

Dopo aver gestito la Divisione Compositi di Lamborghini, lavora dal 1980 al progetto “C8”, presentato poi al Salone di Ginevra del 1999 col nome di Zonda, vettura riconosciuta da subito come un classico senza tempo.

Nel 2011 viene presentata la Pagani Huayra, manifesto della filosofia rinascimentale e leonardesca che da sempre affascina Horacio Pagani. Creata con materiali compositi di ultima generazione, nel 2012 vince i tre più prestigiosi awards del settore come Car Of The Year.

La continua attività di ricerca nell’ambito dei materiali compositi porta Horacio a definire formule sempre nuove, che trovano applicazione nei modelli successivi come Pagani Huayra BC e Huayra Roadster. L’utilizzo sui recenti modelli di tecnologie composite messe a punto durante i primi sviluppi della Zonda, confermano il carattere pionieristico della sua attività.

 

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Ha dimostrato come una materia complessa come la Chemiometria, disciplina che usa modelli matematico-statistici per l’analisi di Big Data provenienti principalmente da esperimenti chimici, possa essere proposta in modo comprensibile e interessante ad un pubblico non specialistico. 

Nicola Cavallini, dottorando del corso Models and Methods for Material and Environmental Sciences (Modelli e Metodi per le Scienze Ambientali e dei Materiali) di Unimore ha recentemente vinto, grazie alle sue notevoli abilità di disseminazione, il primo premio del concorso ChiMiCapisce, primo contest italiano dedicato alla comunicazione delle Scienze chimiche, promosso dalla Società Italiana di Chimica.

Nei tre minuti di tempo a disposizione, il dott. Nicola Cavallini è riuscito ad ottenere il favore delle giurie (una di esperti e una “popolare”) preposte al giudizio sui partecipanti, spiegando come il cervello umano sia di per sé strutturato per fare analisi dei dati estremamente veloci ed efficienti e presentando due esempi applicativi a partire della sua attività di dottorato.

“L'attività di ricerca del dott. Nicola Cavallini – ha spiegato la prof.ssa Maria Giovanna Vezzalini, direttore del corso di dottorato in Modelli e Metodi per le Scienze Ambientali e dei Materiali di Unimore  - è incentrata sulla Chemiometria, disciplina che può essere vista come un incrocio fra la Chimica, l’Informatica e la Statistica. Il dottorando lavora, in particolare, allo sviluppo di metodi per integrare composizione, percezione e qualità nell'ambito alimentare-gastronomico. Le sue ottime capacità divulgative gli hanno consentito di coinvolgere sia la giuria di esperti che quella popolare, dimostrando come la Chimica non si limiti soltanto all'analisi e alla ricerca dei componenti noti, ma consenta di "far parlare" i cibi, i materiali, i tessuti biologici, mediante l'analisi multivariata. L’obiettivo è aprire una finestra sul non conosciuto, come l'adulterante nascosto, la complessa chimica del gusto o la matassa di metaboliti espressi in tessuti tumorali, facendo uso di tecniche di analisi dei dati efficienti e intuitive.”

Nicola Cavallini

Nato a Riva del Garda, nel 1990, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze chimiche presso Unimore nel 2015 con il voto di 110/110. Sta attualmente svolgendo attività di ricerca come dottorando presso Unimore e presso l’Università di Copenhagen, lavorando ad un progetto dal titolo “Revising and implementing methods and tools to unravel similarity/dissimilarity and data patterns” (“Revisione e sviluppo di metodi e strumenti per esplorare similarità e pattern nei dati”). La sua attività di ricerca lo ha visto coautore di quattro poster e di tre presentazioni orali, presentati ad altrettanti appuntamenti scientifici nazionali ed internazionali.

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Un gruppo di 35 studenti di Unimore coinvolti nel progetto TACC - Training for Automotive Companies Creation ha partecipato, guidato dal prof. Luigi Rovati, ad una missione di due giorni in Austria, a Graz, organizzata dal partner di progetto AVL, con il supporto di “Ideen Triebwerk Graz”, associazione universitaria che fa da ponte fra il mondo universitario e quello delle startup.

Il gruppo TACC ha fatto visita alla sede centrale di AVL, dove ha incontrato il vicepresidente del gruppo Georg List, il FabLab dell’Università di Graz; la Science Tower, oggetto di ricerca per le nuove tecnologie in costruzione, lo Spacelend, spazio di coworking per le startup austriache e il Science Park, acceleratore d’impresa.

L’esperienza si è conclusa con la partecipazione degli studenti Unimore allo “Startup festival di Graz”, dove il team e-Track - composto da Giuseppe Giacomo Vignocchi, Martina Siena, Simone Montalto e Valerio Vannozzi iscritti ai corsi di International Management ed Advanced Automotive Engineering dei dipartimenti di Economia Marco Biagi e Ingegneria “Enzo Ferrari” di Unimore - ha presentato la sua idea di business.

TACC – Training for Automotive Companies Creation Unimore è un progetto sperimentale di Unimore che forma gli studenti all’imprenditorialità, in un percorso d’eccellenza basato su esperienze concrete e specifico per il settore automotive, in ottica interdisciplinare. Unico nel panorama accademico italiano, TACC è dedicato a chi vuole capire, studiare, ma soprattutto cimentarsi con l’imprenditorialità e l’innovazione. I partecipanti lavorano in team multidisciplinari ed eterogenei affiancati da una Faculty di docenti, mentor, esperti e professionisti per rispondere alle esigenze del mercato con un proprio progetto di start-up.

Categorie: newsletter

Giovedì, 14 Giugno 2018 16:00

Sciopero del personale docente e ricercatore

E' stato recentemente proclamato uno sciopero, programmato nel periodo 1 giugno – 31 luglio 2018, che potrebbe comportare l’astensione dei docenti universitari dallo svolgimento degli esami di profitto.

Per questo si invitano gli studenti a prendere contatto con le strutture didattiche a cui afferiscono ai fini di acquisire le informazioni necessarie.

 

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Per gli studenti dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, arriva la seconda edizione di IcaroUnimore: un percorso che forma i partecipanti all’ imprenditività e al problem solving mettendoli a confronto con sfide poste dalle aziende. E’ online il bando che fino al 5 luglio 2018 raccoglierà le adesioni degli studenti interessati a partecipare a questo originale percorso di formazione..

A sostenere IcaroUnimore sono Fondazione Golinelli e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, assieme a Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia “Pietro Manodori”, Camera di Commercio Reggio Emilia e Unindustria Reggio Emilia, partner del programma, oltre a Confindustria Emilia, Camera di Commercio di Modena, Tecnopolo di Modena, Fondazione Marco Biagi, Fondazione Democenter-Sipe, Fondazione REI.

L’iniziativa è aperta a 40 studenti, con età non superiore ai 30 anni, regolarmente iscritti ad Unimore. Gli studenti selezionati lavoreranno suddivisi in 8 team multidisciplinari chiamati a rispondere, con progetti innovativi, alle sfide poste dalle 4 aziende coinvolte nel progetto, e affiancati da tutor e supportati da mentori e dal management delle aziende stesse. Al termine del percorso i ragazzi dovranno elaborare un project work sul quale le imprese potranno decidere se investire. La partecipazione a Icaro Unimore riconosce 6 Crediti Formativi Universitari. Il percorso di 6 mesida ottobre 2018 a marzo 2019, comprenderà sessioni di formazione, team work e visite aziendali, con un impegno di circa 120 ore.

Le aziende partecipanti al programma - ha spiegato il prof. Tiziano Bursi, docente Unimore, promotore e coordinatore del progetto Icaro -  sono la migliore espressione del dinamismo del sistema economico del territorio delle due province di Modena e Reggio Emilia. Sono co-protagoniste, assieme agli studenti e all’Università, del progetto ne condividono la profonda matrice educativa, le finalità, l’approccio e gli obiettivi. Le imprese lanciano sfide che gli studenti raccolgono in un percorso innovativo ed ambizioso per stimolare il talento e la voglia di intraprendere dei nostri ragazzi. Questo è IcaroUnimore”.

Per partecipare al progetto gli studenti potranno fare domanda entro giovedì 5 luglio alle ore 12.00 accedendo all’area riservata di ESSE3 dal seguente link http://www.unimore.it/icaro Per la selezione degli studenti sarà costituito un comitato composto da HR manager, docenti, esperti, referenti aziendali e rappresentanti del comitato organizzatore.  La selezione avverrà attraverso la valutazione del CV e della lettera motivazionale e di una prova di gruppo.

Le aziende coinvolte

B. Braun Avitum Italy, azienda italiana che fa capo alla multinazionale tedesca B. Braun, si occupa di sistemi terapeutici per emodialisi, dialisi per pazienti acuti ed aferesi. B. Braun Avitum è uno dei maggiori fornitori di sistemi per il trattamento extracorporeo del sangue nel mondo. Nel sede operativa di Mirandola impiega più di 340 persone ed esporta eccellenza medicale made in Italy. Website: https://www.bbraun.it/

CIR Food, una delle maggiori imprese italiane attive nella ristorazione collettiva, nella ristorazione commerciale, nel banqueting e nei servizi per il welfare alle imprese. Oggi è presente in 17 regioni e 72 province d’Italia, oltre che in Olanda e Belgio. Ogni anno produce, grazie al lavoro di 13.000 persone, oltre 100 milioni di pasti. Website: http://www.cirfood.com/

Franco Cosimo Panini Editore, nota casa editrice modenese, specializzata nella pubblicazione di libri per bambini e ragazzi, come Pimpa e il diario Comix, nelle riproduzioni fisiche e digitali di opere d’arte e nei prodotti per la scuola. Website: https://www.fcp.it/

Max Mara Fashion Group, modello e punto di riferimento per il ready-to-wear italiano ed internazionale. Passione, impegno e tradizione al servizio di una moda interpretata con personalità e rigore, oggi proposta in 9 marchi ed oltre 60 collezioni differenti. Opera a livello globale in 105 paesi, attraverso 41 società e oltre 5.500 dipendenti. Website: http://www.maxmarafashiongroup.com/

Per tutte le informazioni sul bando consultare il sito www.unimore.it/icaro

 

Categorie: avvisi

Unimore conferirà la laurea magistrale Honoris Causa in Ingegneria del Veicolo a Horacio Pagani. Il noto imprenditore, fondatore e Chief Designer di Pagani Automobili di origini argentine, sarà la seconda personalità di spicco, dopo Kazunori Yamauchi, a ricevere dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia l’omaggio della laurea in questo corso di studio, che fin dalla sua istituzione ha riscosso l’interesse di tanti giovani (623 laureati tra vecchio e nuovo ordinamento) e l’attenzione del mondo imprenditoriale operante nel settore dell’automotive.

La decisione, fatta propria ed approvata del Ministro Valeria Fedeli 18 il 12 aprile 2018 e, prima, dal Senato Accademico Unimore in data 20 dicembre 2017, è stata avanzata e deliberata all’unanimità dal DIEF - Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, che su questo riconoscimento ha discusso il 15 dicembre dell’anno scorso la proposta esposta dal Vice Direttore del DIEF, prof. Luigi Rovati.

La prestigiosa carriera nella progettazione e nella produzione di supercar apprezzate a livello mondiale, la spiccata propensione alla continua attività di ricerca ingegneristica soprattutto nell’ambito dei materiali compositi e la straordinaria ricaduta economica e di immagine dell’attività imprenditoriale all’interno del panorama automobilistico nazionale e internazionale – si legge in un passaggio della delibera del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di Unimore del 15 dicembre 2017 – confermano l’eccellenza del percorso professionale di Horacio Pagani e motivano la richiesta di assegnazione del titolo ad Honorem di Ingegnere del Veicolo”.

Le cerimonia, con cui Unimore consegnerà il titolo di laurea al nuovo dottore, si svolgerà martedì 19 giugno, alle ore 10.30, presso la Sala Eventi del Tecnopolo di Modena (via P. Vivarelli 2), alla presenza di autorità civili, militari ed accademiche.

La giornata, aperta dall’ingresso del Corteo Accademico, sarà introdotta dal Magnifico Rettore prof. Angelo O. Andrisano. Seguiranno poi la lettura della motivazioni da parte del Direttore del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” prof. Alessandro Capra e l’esposizione della prolusione con presentazione del laureando, affidata al prof. Francesco Leali.

Quindi, il Magnifico Rettore consegnerà il Tocco, il Sigillo dell’Ateneo ed il Diploma di Laurea al nuovo dottore Horacio Pagani, che pronuncerà la sua lectio magistralis.

L’evento sarà disponibile in diretta streaming su: tv.unimore.it

HORACIO PAGANI

Horacio Pagani è fondatore e Chief Designer di Pagani Automobili.

Dopo aver gestito la Divisione Compositi di Lamborghini, lavora dal 1980 al progetto “C8”, presentato poi al Salone di Ginevra del 1999 col nome di Zonda, vettura riconosciuta da subito come un classico senza tempo.

Nel 2011 viene presentata la Pagani Huayra, manifesto della filosofia rinascimentale e leonardesca che da sempre affascina Horacio Pagani. Creata con materiali compositi di ultima generazione, nel 2012 vince i tre più prestigiosi awards del settore come Car Of The Year.

La continua attività di ricerca nell’ambito dei materiali compositi porta Horacio a definire formule sempre nuove, che trovano applicazione nei modelli successivi come Pagani Huayra BC e Huayra Roadster. L’utilizzo sui recenti modelli di tecnologie composite messe a punto durante i primi sviluppi della Zonda, confermano il carattere pionieristico della sua attività.

Categorie: newsletter

Consegnati, durante la tradizionale cerimonia ospitata da Unimore, i Premidi laurea istituiti dall’Ordine degli Ingegneri di Modena e intitolati alla memoria di Gianni Bignardi, l’ingegnere mirandolese deceduto il 29 maggio 2012, durante la seconda scossa di terremoto dell’Emilia, mentre stava eseguendo un sopralluogo su un capannone industriale a San Felice.

A ricevere i riconoscimenti, del valore di 1.000,00 euro ciascuno, tre studenti Unimore, laureati magistrali in Ingegneria civile del DIEF - Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”: Valeria Costanzo, Christian Falcone, Davide Nodari

All’iniziativa, tenutasi mercoledì 13 giugno 2018 presso il Tecnopolo di Modena e coordinata dal prof. Angelo Marcello Tarantino, docente del corso di laurea in Ingegneria civile di Unimore, hanno partecipato il Rettore di Unimore, prof. Angelo O. Andrisano, che nel suo intervento di apertura ha ricordato il valore e l’importanza di questo Premio, non solo per mantenere vivo il ricordo di un professionista come Gianni Bignardi, ma anche per dimostrare l’attenzione costante che l’Ateneo riserva alle discipline legate all’Ingegneria civile; a seguire il Direttore del DIEF prof. Alessandro Capra, il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Modena ing. Gabriele Giacobazzi e l’ing. Augusto Gambuzzi che hanno ricordato la figura del collega Gianni Bignardi.

“Oggi – ha commentato l’ing. Gabriele Giacobazzi - ricordiamo il nostro collega Gianni Bignardi, scomparso il 29 maggio 2012 mentre era impegnato nel suo compito professionale, che ha sempre interpretato come impegno a servizio della comunità. Gianni era uno stimato professionista, ma soprattutto una persona disponibile e generosa. Ricordando la sua figura vogliamo ricordare tutti gli ingegneri che sono stati impegnati sui luoghi del sisma, ed anche trasmettere ai giovani colleghi la sua eredità professionale ed umana: gli ingegneri ci sono sempre, sono presenti sul territorio e sono a disposizione quando è necessario. Il sisma ci ha cambiato, come cittadini e come professionisti. Se come cittadini ritengo che sia aumentata la coesione sociale, come ingegneri abbiamo dimostrato che la relazione tra mondo professionale ed istituzioni pubbliche può produrre interazioni efficaci, capaci di generare effetti positivi per il territorio e per la sua capacità produttiva.”

Di altissimo livello il percorso di studi dei tre premiati. Tutti e tre laureatisi lo scorso 12 aprile con voto finale 110/110 e lode e con una carriera negli esami del corso di studi di vera eccellenza.

“I premi di laurea assegnati – ha spiegato il prof. Angelo Marcello Tarantino, docente del corso di laurea in Ingegneria Civile - evidenziano l’evoluzione della ricerca scientifica nell’ambito dell’ingegneria antisismica.  Il lavoro di tesi della dott.ssa Costanzo, condotto con aziende del nostro territorio, è uno studio sperimentale di modellazione dei rinforzi strutturali realizzati con materiali innovativi quali i tessuti in acciaio. Il dott. Falcone ha studiato le costruzioni in cls prefabbricato dotate di originali connessioni dissipative.  Infine, il dott. Nodari ha eseguito una analisi della vulnerabilità sismica di un edificio scolastico esistente in muratura composto da due unità strutturali interagenti, proponendo per esso un sistema dissipativo dell’azione sismica di moderna concezione.”

 

Valeria Costanzo

Nata e residente a Matera, classe 1992 si è laureata nell’aprile 2018 con 110/110 e lode e con una encomiabile media di voto agli esami di 30. Ha elaborato una tesi dal titolo: Caratterizzazione dell’interfaccia per FRCM laminati su supporti in calcestruzzo: prove di laboratorio emodellazione.

Christian Falcone

Nato a Sassuolo (MO) nel 1993 e residente a Formigine (MO) si è laureato con 110/110 e lode con una media di voto agli esami che sfiora di poco il 30 (29,833). Ha presentato una tesi dal titolo: L’effetto delle connessioni dissipative sul comportamento di pareti prefabbricate multipiano soggette ad azione sismica.

Davide Nodari

Mantovano, classe 1992, residente a Acquanegra sul Chiese, si è laureato ottenendo il punteggio di 110/110 e lode, con una media di voto agli esami vicina al  29 (28,9). Ha elaborato una tesi dal titolo: Analisi della vulnerabilità sismica di un edificio scolastico in muratura composto da due unità strutturali interagenti, sito nel Comune di Isorella (BS)

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Il 2017 è stato un anno positivo per l’economia dell’Emilia-Romagna. Il Rapporto sull’economia realizzato dalla Banca d’Italia conferma lo stato di crescente ripresa del sistema economico e produttivo della regione.

La presentazione del Rapporto 2017 sullo stato dell’Economia dell’Emilia Romagna sui  risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale si terrà giovedì 14 giugno, alle ore 16,45, presso l’Aula Magna P.Manodori del complesso universitario Palazzo G. Dossetti  (Viale A. Allegri 9) a Reggio Emilia.

L’appuntamento, promosso dalla sede di Bologna della Banca d’Italia, da Unindustria di Reggio Emilia, in collaborazione con Unimore, permette un confronto tra importanti interlocutori provenienti dal mondo accademico e da quello economico.

 “Siamo lieti di ospitare questo evento - afferma il prof. Riccardo Ferretti, Pro Rettore della sede di Reggio Emilia di Unimore – che èun’ottima occasione di confronto e conoscenza della realtà che ci circonda. I dati e le analisi prodotte dalla Banca d’Italia, in particolare i suoi studi sulle condizioni delle economie locali, consentono di avere un quadro aggiornato dello stato dell’economia regionale nei suoi aspetti reali e finanziari. Poterci confrontare poi con autorevoli interlocutori è utile anche per comprendere meglio le prospettive future. Mi preme sottolineare tuttavia come questo sia un appuntamento rivolto non solo agli addetti ai lavori ma anche a studenti o cittadini interessati alle sorti della nostra economia”.

Il programma prevede l’apertura dei lavori affidata a Francesco Trimarchi, Direttore Banca d’Italia - Sede di Bologna e a Riccardo Ferretti, Prorettore sede di Reggio Emilia di Unimore. La presentazione del Rapporto verrà fatta da Chiara Bentivogli della Divisione Analisi e Ricerca Economica Territoriale Banca d’Italia - Sede di Bologna. Successivamente ne discuteranno: Marco Bonometti, Presidente Confindustria Lombardia, Pietro Ferrari, Presidente Confindustria Emilia-Romagna, Franco Mosconi, professore associato di Economia Industriale all’Università di Parma, Mauro Severi, Presidente Unindustria di Reggio Emilia. Le conclusioni verranno tratte dallo stesso Direttore della sede di Bologna della Banca d’Italia Francesco Trimarchi.

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