Centro Interateneo Edunova

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Al via da oggi il ciclo di webinar Digital Humanities and Digital Communication Lecture series 2020 - Multimodality and Transmediality organizzato dal Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali di Unimore, nell’ambito del Dottorato di Scienze Umanistiche, con la collaborazione di partner internazionali e della Fondazione Marco Biagi.

Si tratta di una serie di lezioni online, realizzate con il coordinamento scientifico della prof.ssa Marina Bondi, che si collocano nel quadro del Progetto di Eccellenza del Dipartimento.

Gli incontri, che si terranno ogni giovedì fino al 3 dicembre 2020, hanno già avuto, ad oggi, un ottimo riscontro con più di 40 iscritti alle prime lezioni.

I diversi webinar in programma, rappresentano un momento di approfondimento e riflessione sui temi della multimodalità  e della transmedialità, all'intersezione fra discipline umanistiche e tecnologia, tematiche che saranno affrontate nell’ambito della Summer School sugli stessi temi, inizialmente prevista per quest’anno, ma rinviata a giugno 2021.

Le lezioni online sono rivolte principalmente agli studenti e alle studentesse del Dottorato di Scienze Umanistiche di Unimore, ma sono aperte a tutti i dottorandi e le dottorande di altri Atenei, italiani e stranieri, oltre a giovani ricercatori e ricercatrici interessati. Le lezioni, che si terranno tramite la piattaforma Zoom, sono aperte, ma è richiesta l’iscrizione sul sito: www.summerschooldigitalhumanities.unimore.it

Una serie di ospiti internazionali di rilievo dibatteranno aspetti diversi che vanno dalle caratteristiche della testualità multimodale a quelle dell'editoria digitale, dai processi di lettura agli strumenti digitali per l'archiviazione e l'analisi di testi, dall'impatto dei social media nella comunicazione oggi a questioni epistemologiche ed etiche legate all'intelligenza artificiale. Ci saranno lezioni seguite da domande, piccoli panel di due relatori in dialogo tra loro oltre che con i partecipanti, ma anche veri e propri laboratori operativi, volti ad esplorare direttamente le caratteristiche di software o archivi digitali.

"L'incontro con Cope e Kalantzis – commenta la Prof.ssa Marina Bondi - apre un ciclo di undici webinar dedicati all'incontro fra discipline umanistiche e tecnologie informatiche. Abbiamo dovuto rinunciare alla Summer School prevista per giugno per l'emergenza sanitaria. Non abbiamo voluto però rinunciare ad offrire ai nostri giovani una opportunità di incontro con figure di spicco a livello internazionale. La serie di webinar ci consentirà di dialogare con loro e di lavorare insieme a dottorandi di tante altre nazioni che incontreremo online". 

La Summer School 2021 affronterà la molteplicità di modalità semiotiche che caratterizzano i nuovi media e si interrogherà su come questa molteplicità di strumenti contribuisce alla creazione di significato e sugli strumenti più opportuni per una analisi degli artefatti digitali. Altro tema chiave della Summer School sarà quello della transmedialità, la possibilità di diffondere contenuti attraverso una molteplicità di piattaforme e strumenti operanti allo stesso tempo, come è ormai tipico della comunicazione politica, nelle campagne di branding e nella comunicazione pubblica in generale. Nel campo della comunicazione, ad esempio, si apre una riflessione anche sul ruolo di alcuni strumenti nella manipolazione e della polarizzazione del dibattito.

Per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mercoledì, 23 Settembre 2020 14:00

Unimore supporta anche quest'anno TEDxModena

Il format di conferenze TEDx torna a Modena per il quarto anno di fila. Dalle ore 15 di domenica 27 settembre 11 speaker, provenienti da diversi ambiti e mondi professionali, si alterneranno sul palco dell’Auditorium del San Carlo con lo loro idea di “Better together” – meglio insieme -, il tema della edizione 2020 del TEDxModena, che chiude Modena Smart Life.

Ogni speaker, selezionato dal Team del TEDx Modena, ha a disposizione al massimo 18 minuti, come da regole TED valide in tutto il mondo, per diffondere una idea di valore tra tecnologia, scienza, creatività con il fil rouge di Better Together, ovvero dove il potere della collaborazione aumenta in modo esponenziale le opportunità, che non sarebbero  così disponibili restando soli.

Fra gli speaker Tommaso Ebhardt, Bureau Chief Bloomberg News, Gerd Leonhard futurista, oratore e autore europeo specializzato nel dibattito tra umanità e tecnologia, Andrea Cossarizza, Immunologo e Professore Ordinario di Patologia Generale e Immunologia di Unimore. Relatrice d’eccezione sarà Sofia Corradi, soprannominata "mamma Erasmus", in quanto ha ideato e costruito il Programma Erasmus per l'interscambio degli studenti fra le Università.

L’evento è curato da Fabrizio Bulgarelli licenziatario TEDx, ed è promosso da UnimoreMUNER e Motor Valley Fest, con il sostegno della Fondazione Collegio San Carlo ed il patrocinio del Comune di ModenaModena Smart LifeConfindustria e numerose altre istituzioni ed enti. Il contributo ed il supporto scientifico di Unimore e MUNER sono diretti dal prof. Giacomo Cabri, docente Unimore.

“Anche quest'anno Unimore, nelle sue attività di Terza Missione, ha voluto sostenere TEDx Modena – ha commentato il Prof. Gianluca Marchi, Prorettore Unimore e Delegato alla Terza Missione per la sede di Modena -. Lo riteniamo uno dei modelli più efficaci di comunicazione della scienza e di condivisione dei valori dell’innovazione e della creatività. Per di più, il tema di discussione proposto per questa edizione, sul potere fondamentale della collaborazione nei diversi ambiti del sapere umano e del lavoro, è di straordinaria attualità. Sarà occasione di riflessione e arricchimento per tutti.”

 

 

Speakers:

 

Andrea Cossarizza, Professore Ordinario di Patologia Generale e Immunologia, Unimore

Tommaso Ebhardt, Bureau Chief Bloomberg News

Marco Fainello, Ingegnere meccanico

Gerd Leonhard, Keynote Speaker, Futurist & Humanist, Author, CEO The Futures Agency

Irene Pipola, Partner EY

Sonia Greco, Esaminatrice Royal Academy of Dance London

Teresio Gigi Gaudio, Top Manager Automotive

Sofia Corradi, Pedagogista. Ideatrice e creatrice del programma “Erasmus”

Michele Cassetta, Medico Chirurgo, Giornalista scientifico

Angelo Tanese, Esperto di Management in Pubblica Amministrazione

Mathilde Galinier, Dottoranda in matematica applicata Unimore

Interessanti riscontri dalle domande di ammissione al corso di laurea triennale ad accesso programmato in Lingue e Culture Europee istituito dal Dipartimento di Studi linguistici e culturali (DSLC) di Unimore che, godendo dei positivi giudizi espressi dalla indagine CENSIS/Repubblica (4° nella graduatoria dei corsi in ambito linguistico in Italia), vede aumentare (+ 5,3%) il numero delle domande raccolte dall’Ateneo alla data di chiusura (15 settembre) dei termini fissati dal bando.

Ancora più significativo il dato se raffrontato a quanti effettivamente l’anno scorso hanno poi sostenuto la prova di ammissione: dei 641 iscritti al test di ammissione (che quest’anno non ci sarà) nel 2019 l’hanno effettivamente sostenuto in 555. Pertanto, risulta più veritiero un confronto tra le domande di quest’anno e le reali presenze avutesi l’anno scorso. In questo caso, l’incremento è di ben + 119 studentesse e studenti (+ 21,4%) che entreranno in graduatoria.

Il trend delle domande è fortemente sostenuto da studenti/esse fuori sede e da stranieri/e, che rappresentano quasi un terzo dei candidati/e (30,7%).

 

PROVENIENZA CANDIDATI

SUBTOTALE

% SUL TOTALE

Estero

11

1,6

Modena

221

32,8

Reggio Emilia

120

17,8

Resto Emilia-Romagna

126

18,7

Resto Italia

196

29,1

Totale complessivo

674

100,00

 

Questi candidati/e si contenderanno i 215 posti complessivamente disponibili: 200 posti riservati a candidati italiani, comunitari ed extra-UE soggiornanti; 10 posti riservati a studenti extra-UE non soggiornanti richiedenti visto, residenti all’estero; 5 posti riservati a studenti della Repubblica Popolare Cinese nell’ambito del progetto “Marco Polo”, per complessivi 215 posti.

"Come Presidente di LCE e della Commissione per l'ammissione, - afferma la Professoressa Daniela Capra - ho potuto constatare che molti candidati sono in possesso di certificazioni linguistiche e di altri titoli che peseranno positivamente sul loro punteggio finale, favorendo l'ammissione. Le studentesse e gli studenti che hanno presentato i loro titoli hanno un ottimo profilo e sono molto meritevoli e questo mi sembra un gran risultato per un corso di studi, in quanto l'alto profilo di chi vuole entrare a studiare ne fa un corso ancora migliore. Anche le scuole di provenienza (molte delle quali di Modena, della provincia o della regione) stanno facendo un grandissimo lavoro, del quale mi congratulo".

La selezione dei candidati, come dettagliatamente spiegato nel bando (https://www.unimore.it/AZdoc/BANDOLCE-20-21okprotsenzacla(1).pdf), avverrà sulla base di una graduatoria di merito che tiene conto del voto conseguito all’esame di stato, dell’ordine cronologico di presentazione della domanda di ammissione, delle certificazioni di competenza linguistica nelle lingue straniere (inglese, francese, tedesco, spagnolo), dello svolgimento in qualità di exchange student, di un anno di scuola superiore (o di un semestre) presso una istituzione scolastica estera, come parte integrante del percorso di studio della scuola superiore, nonché del conseguimento di un doppio titolo di studi, ad esempio dell’EsaBac o del Bacchilerato.

Le graduatorie degli ammessi (distinte per italiani, cittadini extra UE soggiornanti in Italia, stranieri extra UE residenti all’estero e cinesi) sono rese pubbliche dal 24 settembre 2020 sul sito Internet www.unimore.it/bandi/StuLau-grad.html.  

 

CARATTERISTICHE DEI CANDIDATI/E

Il corso di laurea in Lingue e Culture Europee riscuote un forte interesse soprattutto da parte delle femmine (85%, 576 candidate) che hanno una età media di 20,2 anni. Più elevata l’età media dei candidati maschi (15%, 98 candidati) che è di 21,3 anni.

Sono 45 i candidati/e (7%) che ritentano l’ammissione al corso. Per tutti gli altri 629 (93%) si tratta della prima domanda di ammissione. Tra le domande anche quella di un sessantenne.

Un saluto del Rettore Prof. Carlo Adolfo Porro alle matricole ed alla intera comunità accademica di Unimore nell’approssimarsi dell’apertura del nuovo anno accademico dell’Università di Modena e Reggio Emilia apre il numero di settembre, il settimo, del Webmagazine mensile “FocusUnimore, già online da qualche giorno.

Questo nuovo numero, in considerazione del ruolo giocato dall’Ateneo nel contribuire al programma scientifico-culturale di Modena Smart Life, il Festival giunto alla sua quinta edizione, che richiama ogni anno un crescente numero di esperti ed esperte di innovazione e cultura digitale, è quasi interamente dedicato a presentare i molteplici studi, ricerche e riflessioni condotti da docenti, ricercatrici e ricercatori dell’università su questa grande trasformazione che sta cambiando profondamente il mondo dell’economia, la cultura e la società e su come essa sia ormai entrata nel nostro vissuto quotidiano andando a decostruire e ricostruire modelli di interazione sociale consolidati.

Stiamo procedendo con il progressivo ripristino delle attività in presenza, nel rispetto della tutela della salute individuale e collettiva, sfruttando nel contempo al meglio le possibilità offerte dagli strumenti telematici. Sarà un anno di transizione – afferma il Rettore -, che non ci impedirà di tendere insieme a migliorare qualità, trasparenza ed efficienza del nostro Ateneo nei grandi ambiti della didattica, della ricerca e dell’interazione con il territorio”.

Negli ultimi due decenni – si ricorda - il paradigma della “rete” è diventato sempre più influente su numerosi terreni della ricerca scientifica, della produzione industriale e della vita individuale e sociale: la rete è diventata il modello principale della comunicazione sociale, politica ed economica. Educazione, cultura, informazione, impresa, lavoro, relazioni: ogni ambito della vita personale e sociale ha subito profonde trasformazioni.

All’interno di questo nuovo numero pertanto trovano ampio spazio contributi che riguardano le nuove frontiere delle tecnologie per la connessione ubiqua e sicura, i molti nuovi mondi di senso che le reti digitali stanno dischiudendo, nella istruzione, nella cultura, nelle imprese e nel lavoro, come nelle sfere sociali e istituzionali, a cominciare dalla pubblica amministrazione.

L’intensa partecipazione di Unimore alle iniziative di Modena Smart Life - si afferma nell’editoriale - è l’espressione di quella attenzione continua che il nostro ateneo si sta sforzando di riservare con assiduità ai territori in cui è insediato.

Testimonianze di questo coinvolgimento sono riportate in alcuni articoli del webmagazine che riferiscono del coinvolgimento di studiosi e studiose Unimore operanti anche nelle sedi dipartimentali di Reggio Emilia e presso la sede di Mantova.

Sfogliando le pagine online di FocusUnimore ci si può rendere conto dei pregi e vantaggi assicurati da questa trasformazione digitale, ma anche di alcune criticità, fatte oggetto in particolare dall’Osservatorio Privacy della Fondazione Marco Biagi e dall’Officina Informatica del Centro di Ricerca Interdipartimentale sulle Discriminazioni e la vulnerabilità (CRID), che emergono e che sono ben presenti negli studi e ricerche nazionali che vedono protagonisti docenti e ricercatori/ricercatrici Unimore.

In questo primo semestre di attività, Unimore ha scelto di adottare, come è noto, una modalità di didattica mista, con attività in presenza e a distanza, garantendo comunque la possibilità di fruire delle lezioni a distanza per tutti i Corsi, per l’intero anno accademico 2020/21.

Proprio per sostenere il diritto al studio dei propri studenti, agevolando la didattica a distanza per coloro che sono sprovvisti di un pc o di un dispositivo modem personale per connettersi alla rete, l’Ateneo mette a disposizione - attraverso uno specifico bando - 800 PC e altrettanti dispositivi Modem Wi-Fi, in comodato d’uso (https://www.unimore.it/bandi/StuLau-benefici.html).

Possono presentare la propria candidatura gli studenti e le studentesse Unimore iscritti/e al primo o secondo anno di un qualsiasi corso di Laurea Triennale, Magistrale a ciclo unico o Magistrale biennale e in possesso di un’attestazione ISEE 2020 (in corso di validità) con un indicatore ISEE inferiore a 23 mila euro.

La graduatoria per assegnare i dispositivi è formulata su base meritocratica.

Per partecipare al bando è necessario compilare la domanda dal portale Esse3 entro le ore 15.00 di martedì 13 ottobre 2020.

“Il nostro Ateneo considera la parità di accesso e l’inclusione – spiega con soddisfazione il Rettore, Prof. Carlo Adolfo Porrocome aspetti essenziali di un sistema di qualità. Sotto questo profilo, le forme di didattica in modalità telematica necessitano di specifica attenzione e soprattutto di svolgersi nel miglior modo possibile, garantendo a tutti gli studenti e le studentesse di prendere parte ai momenti formativi con strumenti idonei e di partecipare in maniera efficace all’interazione con docenti e colleghi”.

Si ricorda che in questo primo semestre si svolgeranno una serie di attività in presenza, sempre nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza: le attività didattiche individuali o a piccoli gruppi, quali attività di laboratorio, tirocinio, esercitazioni 

Con l’arrivo delle nuove matricole e nell’imminenza della ripresa delle attività didattiche, studentesse e studenti Unimore troveranno aperte e fruibili tutte le 7 biblioteche gestite dal Sistema Bibliotecario di Ateneo (SBA), sia le 6 di Modena sia quella di Reggio Emilia:

Biblioteca di Economia Sebastiano Brusco (www.biblioeconomia.unimore.it)

Biblioteca Giuridica (www.bugiuridica.unimore.it)

Biblioteca Umanistica (www.biblioumanistica.unimore.it)

Biblioteca Medica (www.bibmed.unimore.it)

Biblioteca Scientifica Interdipartimentale (BSI) - Specializzata in fisica, matematica, informatica, chimica, geologia, farmacia e biologia (www.bsi.unimore.it)

Biblioteca di Ingegneria Enzo Ferrari (BUST) (www.biblioingegneria.unimore.it)

Biblioteca Interdipartimentale di Reggio Emilia - Specializzata in scienze della comunicazione, scienze della formazione, scienze infermieristiche, agraria, ingegneria e psicologia (www.biblioreggio.unimore.it)

Anche durante il lockdown, tuttavia, l’attività di queste strutture, supporto fondamentale per iscritti e iscritte dell’Università di Modena e Reggio Emilia grazie ai servizi di assistenza alla ricerca bibliografica  e alla ampia dotazione libraria (423.000 volumi moderni, 224.000 annate di riviste, per quanto riguarda il patrimonio cartaceo; 200.000 ejournals e ebook e un centinaio di banche dati), non si è mai interrotta ed ha continuato “da remoto” ad intrattenere un  dialogo con i suoi utenti sia prima che dopo il 25 maggio, quando gradualmente sono ripresi alcuni servizi fruibili individualmente, come ad esempio il servizio di prestito: dal 25 maggio sono stati infatti effettuati 7.123prestiti esterni di libri.

In questi mesi, in cui per ovviare alla situazione emergenziale sono stati potenziati i servizi a distanza (http://www.sba.unimore.it/site/home/novita/iorestoacasa.html), il personale ha prestato circa 200 consulenze specialistiche online ed ha risposto attraverso il servizio di Reference digitale (Chiedi al bibliotecario/alla bibliotecaria) a 166 richieste ricevute.

Inoltre, sono stati acquistati tramite piattaforme di editori 1.117 ebook e messi a disposizione per il prestito altri 182 ebook.

Per facilitare la fruizione dei vari servizi e fornire puntuali istruzioni su come avvalersene sono stati prodotti anche 9 apprezzati videotutorial pubblicati sul canale youtube sba (https://www.youtube.com/channel/UCioMWTGb10c92hv1rDOpIeg).

Contestualmente sono state arricchite le collezioni di risorse accademiche online: banche dati, riviste specialistiche e in particolare ebook per consentire agli studenti di accedere ai manuali e ai testi per preparare esami e tesi di laurea (sono stati attivati trial a nuove risorse in collaborazione con gli editori, agevolate le modalità di autenticazione per gli utenti unimore, acquisiti nuovi pacchetti di risorse http://www.sba.unimore.it/site/home/novita/trial-covid19.html).

Ora, per continuare ad essere vicini ai propri utenti e far conoscere le opportunità fornite dal Sistema Bibliotecario d’Ateneo (SBA), è stato realizzato un video che ricorda i tanti servizi in cui si dispiega l’attività: catalogo online BiblioMo per cercare, prenotare e prendere appuntamento per il prestito libri (la maggior parte delle biblioteche è dotata altresì di postazioni di auto-prestito per essere autonomi e risparmiare tempo); ebook e riviste online  accessibili dal portale OneClick per lo studio a distanza (www.oneclick.unimore.it); riviste e quotidiani, romanzi e audiolibri da leggere o ascoltare in streaming o scaricare con Emilib (https://emilib.medialibrary.it/); assistenza su risorse e servizi via telefono, mail o videochiamata; suggerimenti bibliografici e percorsi di ricerca disciplinari con il servizio di reference digitale Chiedi al Bibliotecario (www.chiedialbibliotecario.unimore.it); corsi online sulla ricerca bibliografica sul portale Dolly SBA.

Il Polo Museale e l’Osservatorio Geofisico di Unimore sono onorati di poter contribuire alla prestigiosa mostra “L’impronta del reale. William Henry Fox Talbot, alle origini della fotografia”, in corso a Modena fino al prossimo 10 gennaio 2021, con il prestito di due beni che fanno parte del ricco patrimonio museale dell’Ateneo.

L’esposizione, curata da Gallerie Estensi di Modena e promossa da Fondazione Modena Arti Visive e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, intende mettere in risalto l’attività dell’inglese William Henry Fox Talbot (1800-1877), pioniere e inventore della fotografia su carta, che con l’Italia, ed in particolare con Modena, intrattenne importanti legami.

La mostra ospiterà anche due significativi beni del patrimonio scientifico-culturale dell’Università di Modena e Reggio Emilia: una Camera lucida costruita dall’astronomo Giovanni Battista Amici (1786-1863), custodita dall’Osservatorio Geofisico di Modena, ed una Lastra con pianta dicotiledone fossile con infruttescenze dell’Eocene inferiore di Bolca (Verona), conservata nel Museo di Paleontologia. Entrambi i beni potranno essere ammirati, insieme alle oltre cento opere esposte, presso la Sala mostre temporanee della Galleria Estense di Modena in Largo Porta Sant’Agostino 337.

“Il Polo Museale, concedendo ancora una volta in prestito opere che fanno parte del patrimonio culturale dell’Ateneo, – ha dichiarato il Professor Emiro Endrighi, Direttore del Polo Museale - conferma il proprio impegno per la divulgazione della cultura scientifica oltre che l’interesse per il mondo delle scienze e dell’arte in occasione di importanti esposizioni. La proficua collaborazione con le Gallerie Estensi di Modena, che hanno inserito nel percorso espositivo dedicato allo studioso inglese William Henry Fox Talbot questi due preziosi reperti favorisce innanzitutto la valorizzazione dei beni conservati dalla nostra Università e, allo stesso tempo, rafforza i rapporti tra istituzioni, al fine di promuovere la cultura e la conoscenza presso ogni tipo di pubblico”.

“Siamo lieti – ha aggiunto la Dottoressa Giovanna Menziani del Polo Museale - che questo nostro prezioso reperto fossile, custodito nel Museo di Paleontologia possa essere ammirato dal pubblico nella prestigiosa sede della Galleria Estense di Modena, in occasione di una esposizione di così rilevante interesse per la città. Il reperto esposto in sede di mostra, datato Ypresiano (56-47 milioni di anni fa) - Eocene inferiore, proviene da uno dei più importanti siti a piante fossili dell’Italia settentrionale e precisamente dalla località Pesciara-Monte Postale (Fossil-Lagerstätte) situata a nord est della località di Bolca (Verona)”.

Per il Professor Sergio Teggi, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Geofisico “L’Osservatorio Geofisico, la cui storia è legata profondamente allo scienziato modenese Giovanni Battista Amici, considerato il più importante costruttore italiano di strumenti ottici del XIX secolo, è stata lieta di poter contribuire a questa mostra su Talbot con la Camera Lucida costruita dall’astronomo modenese e custodita presso la sede dell’Osservatorio, situato nel Torrione di Levante del seicentesco Palazzo Ducale di Modena”. Il Torrione di Levante, sede storica dell’Osservatorio Geofisico di Modena fin dal 1830, – va ricordato - è a tutt’oggi l’unica porzione civile di Palazzo Ducale, donata in uso perpetuo dal Duca Francesco IV d’Este alla allor Regia Università di Modena.

“Il contributo dell’Osservatorio Geofisico a questa mostra su William Henry Fox Talbot – ricordano i tecnici dell’Osservatorio Geofisico di Unimore Sofia Costanzini, Francesca Despini e Luca Lombroso – non è causale, poiché lo scienziato inglese con l’ottico, matematico, astronomo e studioso di scienze naturali modenese Giovanni Battista Amici (1786-1863) intrattenne una stretta relazione. Tra gli strumenti scientifici che furono alla base del rapporto fra i due inventori è esposta la Camera lucida, un piccolo strumento ottico basato su un prisma tagliato che permette al disegnatore di riportare sul piano di lavoro il soggetto da rappresentare così da poterlo copiare agevolmente. L’Osservatorio Geofisico detiene una ricca collezione di strumenti costruiti da Amici, che nei primi anni dell’Ottocento si è occupato della prima fornitura di strumenti per l’osservazione degli astri, e non solo. La mostra quindi rappresenta un’occasione in più per sottolineare quali tesori siano custoditi nei Musei di Unimore e quanto sia importante far conoscere al pubblico modenese, e non solo, questo patrimonio, spesso misconosciuto ai più”.

 

Il Polo Museale e l’Osservatorio Geofisico di Unimore sono onorati di poter contribuire alla prestigiosa mostra “L’impronta del reale. William Henry Fox Talbot, alle origini della fotografia”, in corso a Modena fino al prossimo 10 gennaio 2021, con il prestito di due beni che fanno parte del ricco patrimonio museale dell’Ateneo.

L’esposizione, curata da Gallerie Estensi di Modena e promossa da Fondazione Modena Arti Visive e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, intende mettere in risalto l’attività dell’inglese William Henry Fox Talbot (1800-1877), pioniere e inventore della fotografia su carta, che con l’Italia, ed in particolare con Modena, intrattenne importanti legami.

La mostra ospiterà anche due significativi beni del patrimonio scientifico-culturale dell’Università di Modena e Reggio Emilia: una Camera lucida costruita dall’astronomo Giovanni Battista Amici (1786-1863), custodita dall’Osservatorio Geofisico di Modena, ed una Lastra con pianta dicotiledone fossile con infruttescenze dell’Eocene inferiore di Bolca (Verona), conservata nel Museo di Paleontologia. Entrambi i beni potranno essere ammirati, insieme alle oltre cento opere esposte, presso la Sala mostre temporanee della Galleria Estense di Modena in Largo Porta Sant’Agostino 337.

“Il Polo Museale, concedendo ancora una volta in prestito opere che fanno parte del patrimonio culturale dell’Ateneo, – ha dichiarato il Professor Emiro Endrighi, Direttore del Polo Museale - conferma il proprio impegno per la divulgazione della cultura scientifica oltre che l’interesse per il mondo delle scienze e dell’arte in occasione di importanti esposizioni. La proficua collaborazione con le Gallerie Estensi di Modena, che hanno inserito nel percorso espositivo dedicato allo studioso inglese William Henry Fox Talbot questi due preziosi reperti favorisce innanzitutto la valorizzazione dei beni conservati dalla nostra Università e, allo stesso tempo, rafforza i rapporti tra istituzioni, al fine di promuovere la cultura e la conoscenza presso ogni tipo di pubblico”.

“Siamo lieti – ha aggiunto la Dottoressa Giovanna Menziani del Polo Museale - che questo nostro prezioso reperto fossile, custodito nel Museo di Paleontologia possa essere ammirato dal pubblico nella prestigiosa sede della Galleria Estense di Modena, in occasione di una esposizione di così rilevante interesse per la città. Il reperto esposto in sede di mostra, datato Ypresiano (56-47 milioni di anni fa) - Eocene inferiore, proviene da uno dei più importanti siti a piante fossili dell’Italia settentrionale e precisamente dalla località Pesciara-Monte Postale (Fossil-Lagerstätte) situata a nord est della località di Bolca (Verona)”.

Per il Professor Sergio Teggi, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Geofisico “L’Osservatorio Geofisico, la cui storia è legata profondamente allo scienziato modenese Giovanni Battista Amici, considerato il più importante costruttore italiano di strumenti ottici del XIX secolo, è stata lieta di poter contribuire a questa mostra su Talbot con la Camera Lucida costruita dall’astronomo modenese e custodita presso la sede dell’Osservatorio, situato nel Torrione di Levante del seicentesco Palazzo Ducale di Modena”. Il Torrione di Levante, sede storica dell’Osservatorio Geofisico di Modena fin dal 1830, – va ricordato - è a tutt’oggi l’unica porzione civile di Palazzo Ducale, donata in uso perpetuo dal Duca Francesco IV d’Este alla allor Regia Università di Modena.

“Il contributo dell’Osservatorio Geofisico a questa mostra su William Henry Fox Talbot – ricordano i tecnici dell’Osservatorio Geofisico di Unimore Sofia Costanzini, Francesca Despini e Luca Lombroso – non è causale, poiché lo scienziato inglese con l’ottico, matematico, astronomo e studioso di scienze naturali modenese Giovanni Battista Amici (1786-1863) intrattenne una stretta relazione. Tra gli strumenti scientifici che furono alla base del rapporto fra i due inventori è esposta la Camera lucida, un piccolo strumento ottico basato su un prisma tagliato che permette al disegnatore di riportare sul piano di lavoro il soggetto da rappresentare così da poterlo copiare agevolmente. L’Osservatorio Geofisico detiene una ricca collezione di strumenti costruiti da Amici, che nei primi anni dell’Ottocento si è occupato della prima fornitura di strumenti per l’osservazione degli astri, e non solo. La mostra quindi rappresenta un’occasione in più per sottolineare quali tesori siano custoditi nei Musei di Unimore e quanto sia importante far conoscere al pubblico modenese, e non solo, questo patrimonio, spesso misconosciuto ai più”.

 

Il Polo Museale e l’Osservatorio Geofisico di Unimore sono onorati di poter contribuire alla prestigiosa mostra “L’impronta del reale. William Henry Fox Talbot, alle origini della fotografia”, in corso a Modena fino al prossimo 10 gennaio 2021, con il prestito di due beni che fanno parte del ricco patrimonio museale dell’Ateneo.

L’esposizione, curata da Gallerie Estensi di Modena e promossa da Fondazione Modena Arti Visive e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, intende mettere in risalto l’attività dell’inglese William Henry Fox Talbot (1800-1877), pioniere e inventore della fotografia su carta, che con l’Italia, ed in particolare con Modena, intrattenne importanti legami.

La mostra ospiterà anche due significativi beni del patrimonio scientifico-culturale dell’Università di Modena e Reggio Emilia: una Camera lucida costruita dall’astronomo Giovanni Battista Amici (1786-1863), custodita dall’Osservatorio Geofisico di Modena, ed una Lastra con pianta dicotiledone fossile con infruttescenze dell’Eocene inferiore di Bolca (Verona), conservata nel Museo di Paleontologia. Entrambi i beni potranno essere ammirati, insieme alle oltre cento opere esposte, presso la Sala mostre temporanee della Galleria Estense di Modena in Largo Porta Sant’Agostino 337.

“Il Polo Museale, concedendo ancora una volta in prestito opere che fanno parte del patrimonio culturale dell’Ateneo, – ha dichiarato il Professor Emiro Endrighi, Direttore del Polo Museale - conferma il proprio impegno per la divulgazione della cultura scientifica oltre che l’interesse per il mondo delle scienze e dell’arte in occasione di importanti esposizioni. La proficua collaborazione con le Gallerie Estensi di Modena, che hanno inserito nel percorso espositivo dedicato allo studioso inglese William Henry Fox Talbot questi due preziosi reperti favorisce innanzitutto la valorizzazione dei beni conservati dalla nostra Università e, allo stesso tempo, rafforza i rapporti tra istituzioni, al fine di promuovere la cultura e la conoscenza presso ogni tipo di pubblico”.

“Siamo lieti – ha aggiunto la Dottoressa Giovanna Menziani del Polo Museale - che questo nostro prezioso reperto fossile, custodito nel Museo di Paleontologia possa essere ammirato dal pubblico nella prestigiosa sede della Galleria Estense di Modena, in occasione di una esposizione di così rilevante interesse per la città. Il reperto esposto in sede di mostra, datato Ypresiano (56-47 milioni di anni fa) - Eocene inferiore, proviene da uno dei più importanti siti a piante fossili dell’Italia settentrionale e precisamente dalla località Pesciara-Monte Postale (Fossil-Lagerstätte) situata a nord est della località di Bolca (Verona)”.

Per il Professor Sergio Teggi, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Geofisico “L’Osservatorio Geofisico, la cui storia è legata profondamente allo scienziato modenese Giovanni Battista Amici, considerato il più importante costruttore italiano di strumenti ottici del XIX secolo, è stata lieta di poter contribuire a questa mostra su Talbot con la Camera Lucida costruita dall’astronomo modenese e custodita presso la sede dell’Osservatorio, situato nel Torrione di Levante del seicentesco Palazzo Ducale di Modena”. Il Torrione di Levante, sede storica dell’Osservatorio Geofisico di Modena fin dal 1830, – va ricordato - è a tutt’oggi l’unica porzione civile di Palazzo Ducale, donata in uso perpetuo dal Duca Francesco IV d’Este alla allor Regia Università di Modena.

“Il contributo dell’Osservatorio Geofisico a questa mostra su William Henry Fox Talbot – ricordano i tecnici dell’Osservatorio Geofisico di Unimore Sofia Costanzini, Francesca Despini e Luca Lombroso – non è causale, poiché lo scienziato inglese con l’ottico, matematico, astronomo e studioso di scienze naturali modenese Giovanni Battista Amici (1786-1863) intrattenne una stretta relazione. Tra gli strumenti scientifici che furono alla base del rapporto fra i due inventori è esposta la Camera lucida, un piccolo strumento ottico basato su un prisma tagliato che permette al disegnatore di riportare sul piano di lavoro il soggetto da rappresentare così da poterlo copiare agevolmente. L’Osservatorio Geofisico detiene una ricca collezione di strumenti costruiti da Amici, che nei primi anni dell’Ottocento si è occupato della prima fornitura di strumenti per l’osservazione degli astri, e non solo. La mostra quindi rappresenta un’occasione in più per sottolineare quali tesori siano custoditi nei Musei di Unimore e quanto sia importante far conoscere al pubblico modenese, e non solo, questo patrimonio, spesso misconosciuto ai più”.

 

Con il ritorno a scuola per milioni di alunni l’Italia sta entrando in una nuova fase dell’epoca COVID-19. Tale fase è stata caratterizzata da un’attenzione mediatica importante, nonché da numerose discussioni e perplessità, riguardo alla capacità delle scuole di far rispettare le norme minime di sicurezza sanitaria ai bambini. A ciò si aggiungono i giustificati timori di genitori e insegnanti rispetto ad una situazione al momento – da quanto riferiscono molti operatori ed esperti - quanto mai incerta.

Di fronte alla situazione descritta, va guardato pertanto con attenzione l’impegno deciso da docenti, ricercatrici e ricercatori Unimore di adoperarsi per facilitare le scuole nel delicato compito che grava su loro circa il rispetto delle regole e l’attenuazione delle tensioni legate a questa particolare fase.

Muove in questa direzione l’iniziativa di un team di psicologi e psicologhe del Dipartimento Chirurgico, Medico, Odontoiatrico e di Scienze Morfologiche con Interesse Trapiantologico, Oncologico e di Medicina Rigenerativa (CHIMOMO) e del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze (BMN) della Facoltà di Medicina e Chirurgia, che si è occupato di predisporre un intervento “pilota” pensato appositamente per le scuole primarie, che sarà realizzato dagli insegnanti già da questa settimana nelle scuole dell’Istituto Comprensivo Marconi (Cremona), realtà tra le più colpite nei mesi scorsi dalla pandemia.

Il gruppo di ricercatrici, ricercatori e docenti Unimore ha predisposto un racconto tramite cui i bambini possano comprendere quali siano le regole da rispettare e cosa possono concretamente fare per seguirle. Il racconto, scritto in più versioni nel rispetto delle diverse fasce di età (3-5 anni, 6-7 anni, 8-10 anni), è inoltre accompagnato da una serie di attività da svolgere in classe e a casa con i genitori, che aiutino i bambini a comprendere in maniera divertente e stimolante come poter gestire al meglio questa difficile situazione.

Dal punto di vista psicologico, l’intervento punta su tre aspetti principalirafforzare il senso di auto-efficacia dei bambini per il rispetto delle regole e l’importanza di aiutare i propri compagni a rispettarle; creare delle routine legate ad aspetti chiave come la distanza di sicurezza, quali l’ideazione di saluti divertenti, che rendano più agevole e “normale” il rispetto delle regole; facilitare la condivisione di vissuti emotivi, fondamentale per far fronte a situazioni stressanti e ansiogene, anche con il coinvolgimento delle famiglie.

Secondo il Prof. Loris Vezzali, tra i promotori di questo progetto, “un intervento di questo tipo può facilitare il compito degli insegnanti. Inoltre, dovrebbe contribuire a ridurre i timori di genitori e insegnanti, oltre che dei bambini, rendendo il rispetto delle regole fattibile e qualcosa da affrontare tutti insieme”.

Secondo la Prof.ssa Alessia Cadamuro, altra promotrice del progetto, “è importante che i bambini possano avere una completa comprensione delle regole da seguire e questo può essere ottenuto più facilmente con materiali pensati appositamente per loro e più vicini alla loro realtà psicologica, come fiabe e giochi. Attraverso queste attività ludiche e interattive, il bambino ha maggior probabilità di immedesimarsi con i protagonisti e apprendere con più leggerezza le norme da seguire”.

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