Centro Interateneo Edunova

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Settima e penultima lezione in programma nella nona stagione di Unijunior, il progetto che Unimore con l’Associazione Leo Scienza rivolge airagazzi fra gli 8 e 14 anni, proponendo loro un percorso di avvicinamento alla scienza e alla cultura fatto di lezioni divertenti e ad alto tasso esperienziale, che affrontano temi curiosi, di grande interesse per i più giovani.

La lezione, che ha registrato il tutto esaurito in entrambi i due turni in programma, si terrà sabato 19 gennaio a Modena negli spazi del Polo Museale Unimore all’interno del Palazzo del Rettorato (via Università 4).

Attesi 100 ragazzi per partecipare alle due lezioni laboratorio (inizio ore 15 e ore 16,30) dal titolo “Scopriamo gli insetti con un click. Caccia all’insetto al Museo di Zoologia”, guidati dalla direttrice del Polo Museale, prof.ssa Elena Corradini, insieme ad esperti e collaboratori: il prof. Ivano Ansaloni e i dottori Andrea Gambarelli, Alessandra Lucco, Rita Maramaldo, Giovanna Menziani e Ciro Tepedino.

I ragazzi partecipanti saranno trascinati in giochi e sorprese guidati dalle meraviglie della Natura, mentre per i genitori interessati è prevista, durante l’attività dei ragazzi, una breve visita guidata al Teatro Anatomico (via Berengario 14) a cura di Elena Corradini.

Per consultare il calendario, conoscere i temi e i docenti in programma, visitare il sito www.unijunior.it

Categorie: avvisi, newsletter

Si informa il pubblico che lo sportello della sede di Reggio Emilia dell’Ufficio Relazioni Internazionali rimarrà chiuso giovedì 17 gennaio 2018 per l’incontro  di orientamento per la candidatura al Bando Erasmus+ per Studio 19/20.

L’incontro si terrà nell’Aula Magna Manodori Palazzo Dossetti - viale Allegri,9 – dalle ore 10.00 alle 13.00

Il ricevimento al pubblico riprenderà regolarmente a partire da martedì 22 gennaio.

Per urgenze è possibile contattare l’Ufficio via mail scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonicamente 0522/522212.

Categorie: avvisi

Lo sport visto in tutte le sue forme, in tutte le sue potenzialità e non dal puro lato agonistico. C’è questo obiettivo alla base di SportMore, il progetto che ha visto ufficialmente la luce con la presentazione andata in scena nella Sala di Rappresentanza del Comune di Modena. Una location importante per conferire un valore ancora più alto all’idea nata dallo staff di Volley Project e strutturata in una serie di appuntamenti aperti a tutti, che prenderanno il via il 4 febbraio per poi concludersi nel mese di novembre. A dare il Patrocinio all’iniziativa tutte le principali istituzioni, dalla Regione Emilia Romagna ai Comuni di Modena e Reggio Emilia passando per l’Università di Modena e Reggio Emilia ed il Coni Regionale.

A fare gli onori di casa nella presentazione del progetto SportMore, l’Assessore allo Sport del Comune di Modena, Giulio Guerzoni: “La bellezza di questo progetto, a cui non abbiamo esitato un secondo a dare il Patrocinio, è determinata da una grande verità di fondo: lo sport non si limita al puro momento agonistico, ma può dare molto anche a livello di trasmissione di valori così come al territorio”.

A sviscerare maggiormente le peculiarità di SportMore è stato poi Roberto Tondelli, uno degli ideatori dell’iniziativa: “Si tratta di un contenitore, un format nuovo che vuole trasmettere cultura a 360 gradi utilizzando quello che noi consideriamo uno strumento favoloso per la comunicazione come lo sport. Una delle caratteristiche che salta maggiormente all’occhio di SportMore è che ad oggi non ci sia nulla di giocato nel programma. Non ci sono partite o sfide agonistiche, ma eventi che rientrano nelle nostre linee guida. Parliamo di cultura e di storie perché pensiamo che le storie raccontate attraverso i grandi autori o scrittori o attraverso l’esperienza di grandi campioni possono essere quelle che rimangono maggiormente nella mente di tutti noi. Il nostro obiettivo è quello di pensare che anche solo una persona che ogni sera viene ad uno dei nostri eventi abbia la curiosità di andare poi ad approfondire un argomento di quelli trattati. Questo sarebbe già un grandissimo successo”.

Il calendario di SportMore avrà come primo appuntamento, il 4 febbraio, l’incontro con il giornalista e scrittore Matteo Marani e poi proseguirà con tante altre date che al momento, nel complesso, sono sedici. Partner di questo percorso, come detto, sarà l’Università di Modena e Reggio Emilia rappresentata oggi dal Professor Marcello Pellicciari, Delegato del Rettore allo Sport e Terza Missione: “Per noi lo sport è sicuramente importante, sia per il valore formativo, ma anche per quello sociale e culturale oltre che in termini di ricerca. Per questo abbiamo creato un gruppo di lavoro che si occupa di sport per gli studenti, ma anche per creare delle professionalità sia a livello scientifico che d’integrazione con le società. Abbiamo quindi deciso di aderire a questo progetto con molto interesse perché abbiamo sempre collaborato con istituzioni, società ed enti sportivi e questo può essere un’ulteriore occasione per interagire sul territorio”.

A completare il quadro dei relatori anche l’avvocato Andrea Fabris, Segretario Generale dell’U.S. Sassuolo Calcio con cui potranno svilupparsi interessanti sinergie visti i comuni interessi, ed il Presidente dell’Associazione Mondo Charge, Luigi Di Lello, con cui SportMore collaborerà in tema di disabilità e sociale.

Categorie: newsletter

Lo sport visto in tutte le sue forme, in tutte le sue potenzialità e non dal puro lato agonistico. C’è questo obiettivo alla base di SportMore, il progetto che ha visto ufficialmente la luce con la presentazione andata in scena nella Sala di Rappresentanza del Comune di Modena. Una location importante per conferire un valore ancora più alto all’idea nata dallo staff di Volley Project e strutturata in una serie di appuntamenti aperti a tutti, che prenderanno il via il 4 febbraio per poi concludersi nel mese di novembre. A dare il Patrocinio all’iniziativa tutte le principali istituzioni, dalla Regione Emilia Romagna ai Comuni di Modena e Reggio Emilia passando per l’Università di Modena e Reggio Emilia ed il Coni Regionale.

A fare gli onori di casa nella presentazione del progetto SportMore, l’Assessore allo Sport del Comune di Modena, Giulio Guerzoni: “La bellezza di questo progetto, a cui non abbiamo esitato un secondo a dare il Patrocinio, è determinata da una grande verità di fondo: lo sport non si limita al puro momento agonistico, ma può dare molto anche a livello di trasmissione di valori così come al territorio”.

A sviscerare maggiormente le peculiarità di SportMore è stato poi Roberto Tondelli, uno degli ideatori dell’iniziativa: “Si tratta di un contenitore, un format nuovo che vuole trasmettere cultura a 360 gradi utilizzando quello che noi consideriamo uno strumento favoloso per la comunicazione come lo sport. Una delle caratteristiche che salta maggiormente all’occhio di SportMore è che ad oggi non ci sia nulla di giocato nel programma. Non ci sono partite o sfide agonistiche, ma eventi che rientrano nelle nostre linee guida. Parliamo di cultura e di storie perché pensiamo che le storie raccontate attraverso i grandi autori o scrittori o attraverso l’esperienza di grandi campioni possono essere quelle che rimangono maggiormente nella mente di tutti noi. Il nostro obiettivo è quello di pensare che anche solo una persona che ogni sera viene ad uno dei nostri eventi abbia la curiosità di andare poi ad approfondire un argomento di quelli trattati. Questo sarebbe già un grandissimo successo”.

Il calendario di SportMore avrà come primo appuntamento, il 4 febbraio, l’incontro con il giornalista e scrittore Matteo Marani e poi proseguirà con tante altre date che al momento, nel complesso, sono sedici. Partner di questo percorso, come detto, sarà l’Università di Modena e Reggio Emilia rappresentata oggi dal Professor Marcello Pellicciari, Delegato del Rettore allo Sport e Terza Missione: “Per noi lo sport è sicuramente importante, sia per il valore formativo, ma anche per quello sociale e culturale oltre che in termini di ricerca. Per questo abbiamo creato un gruppo di lavoro che si occupa di sport per gli studenti, ma anche per creare delle professionalità sia a livello scientifico che d’integrazione con le società. Abbiamo quindi deciso di aderire a questo progetto con molto interesse perché abbiamo sempre collaborato con istituzioni, società ed enti sportivi e questo può essere un’ulteriore occasione per interagire sul territorio”.

A completare il quadro dei relatori anche l’avvocato Andrea Fabris, Segretario Generale dell’U.S. Sassuolo Calcio con cui potranno svilupparsi interessanti sinergie visti i comuni interessi, ed il Presidente dell’Associazione Mondo Charge, Luigi Di Lello, con cui SportMore collaborerà in tema di disabilità e sociale.

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La Fondazione Marco Biagi coordinerà nel prossimo biennio il progetto di ricerca “iRel. Smarter industrial relations to address new technological challenges in the world of work”, che si è aggiudicato un contributo di 315mila euro dalla Commissione Europea, Direzione Generale “Occupazione e Affari Sociali”, nella linea di finanziamento “Improving expertise in industrial relations”.

Il progetto riunisce un gruppo di istituzioni accademiche, centri di ricerca e organizzazioni sindacali europee che si occuperanno di comprendere come le imponenti trasformazioni tecnologiche degli ultimi anni – in particolare Industria 4.0 e l’avvento delle cosiddette “piattaforme digitali” - abbiano mutato gli scenari dell’organizzazione del lavoro, facendo emergere nuove problematiche e nuove esigenze di regolazione e tutela degli interessi, che sfidano le tradizionali strutture di rappresentanza dei lavoratori e le pratiche messe in atto da queste ultime.

Il team di lavoro avrà una composizione interdisciplinare, comprendente i giuslavoristi Iacopo Senatori, Olga Rymkevich (ricercatori FMB) ed Edoardo Ales (delegato del comitato scientifico FMB per la ricerca internazionale), gli studiosi di organizzazione aziendale Ylenia Curzi (DEMB) e Tommaso Fabbri (DEMB-FMB, vice-direttore della Scuola di dottorato E4E), l’economista Tindara Addabbo (DEMB-FMB, Coordinatrice del Dottorato “Lavoro, Sviluppo e Innovazione”) e i dottorandi Carlotta Favretto, Markus Cappello, Chiara Gaglione e Ilaria Purificato.

Ma faranno parte del gruppo anche rappresentanti delle Università di Bari (prof. Carla Spinelli), Bologna, (prof. Emanuele Menegatti), Aahrus (prof. Natalie Vidbæk Munkholm), Goettingen (prof. Rüdiger Krause), Lodz (prof. Izabela Florczak) e Tartu (prof. Gaabriel Tavits), l’Ires-Cgil (dott. Davide Dazzi), l’Istituto bulgaro di ricerca sociale e sindacale (dr. Ekaterina Ribarova), il sindacato ungherese MOSZ (prof. Attila Kun), la Confederazione europea dei sindacati e l’italiana Filcams-Cgil.

Le conseguenze della trasformazione digitale dell’impresa e del lavoro – ricorda il dott. Iacopo Senatori non riguardano solo il piano tecnologico e applicativo, ma anche quello sociale e identitario. Cambiano le connessioni funzionali tra uomo e macchina, riconfigurando la professionalità stessa dei lavoratori e i parametri di valutazione delle prestazioni lavorative. In un simile quadro, è essenziale valorizzare la funzione di regolazione sociale e giuridica storicamente assolta dalle relazioni industriali. E’ ciò che ci proponiamo di fare con questo nuovo progetto, nel quale studieremo le strategie impostate dai sindacati per organizzare e rappresentare le nuove identità lavorative digitali e gli interessi colpiti dalla trasformazione tecnologica, e analizzeremo le misure che le parti sociali stanno adottando per comporre i conflitti emergenti tra lavoro e impresa”.

La ricerca prenderà avvio nel febbraio del 2019 e si concluderà a gennaio del 2021. Una prima occasione di confronto tra i componenti del gruppo di ricerca si avrà a marzo 2019, nel XVII Convegno internazionale in ricordo di Marco Biagi, dal titolo “The Collective Dimensions of Employment Relations. Organizational and Regulatory Challenges in a World of Work in Transformation”, che dedicherà al tema alcune sessioni di approfondimento.   

Confronteremo le esperienze in corso in molti paesi europei – continua Iacopo Senatori -  con l’obiettivo di comprendere le nuove tendenze, far emergere le migliori pratiche e, in sintesi, mettere a disposizione degli operatori e della comunità scientifica un quadro analitico aggiornato per poter governare un epocale processo di trasformazione che ci accompagnerà per molto tempo ancora”.

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La Fondazione Marco Biagi coordinerà nel prossimo biennio il progetto di ricerca “iRel. Smarter industrial relations to address new technological challenges in the world of work”, che si è aggiudicato un contributo di 315mila euro dalla Commissione Europea, Direzione Generale “Occupazione e Affari Sociali”, nella linea di finanziamento “Improving expertise in industrial relations”.

Il progetto riunisce un gruppo di istituzioni accademiche, centri di ricerca e organizzazioni sindacali europee che si occuperanno di comprendere come le imponenti trasformazioni tecnologiche degli ultimi anni – in particolare Industria 4.0 e l’avvento delle cosiddette “piattaforme digitali” - abbiano mutato gli scenari dell’organizzazione del lavoro, facendo emergere nuove problematiche e nuove esigenze di regolazione e tutela degli interessi, che sfidano le tradizionali strutture di rappresentanza dei lavoratori e le pratiche messe in atto da queste ultime.

Il team di lavoro avrà una composizione interdisciplinare, comprendente i giuslavoristi Iacopo Senatori, Olga Rymkevich (ricercatori FMB) ed Edoardo Ales (delegato del comitato scientifico FMB per la ricerca internazionale), gli studiosi di organizzazione aziendale Ylenia Curzi (DEMB) e Tommaso Fabbri (DEMB-FMB, vice-direttore della Scuola di dottorato E4E), l’economista Tindara Addabbo (DEMB-FMB, Coordinatrice del Dottorato “Lavoro, Sviluppo e Innovazione”) e i dottorandi Carlotta Favretto, Markus Cappello, Chiara Gaglione e Ilaria Purificato.

Ma faranno parte del gruppo anche rappresentanti delle Università di Bari (prof. Carla Spinelli), Bologna, (prof. Emanuele Menegatti), Aahrus (prof. Natalie Vidbæk Munkholm), Goettingen (prof. Rüdiger Krause), Lodz (prof. Izabela Florczak) e Tartu (prof. Gaabriel Tavits), l’Ires-Cgil (dott. Davide Dazzi), l’Istituto bulgaro di ricerca sociale e sindacale (dr. Ekaterina Ribarova), il sindacato ungherese MOSZ (prof. Attila Kun), la Confederazione europea dei sindacati e l’italiana Filcams-Cgil.

Le conseguenze della trasformazione digitale dell’impresa e del lavoro – ricorda il dott. Iacopo Senatori non riguardano solo il piano tecnologico e applicativo, ma anche quello sociale e identitario. Cambiano le connessioni funzionali tra uomo e macchina, riconfigurando la professionalità stessa dei lavoratori e i parametri di valutazione delle prestazioni lavorative. In un simile quadro, è essenziale valorizzare la funzione di regolazione sociale e giuridica storicamente assolta dalle relazioni industriali. E’ ciò che ci proponiamo di fare con questo nuovo progetto, nel quale studieremo le strategie impostate dai sindacati per organizzare e rappresentare le nuove identità lavorative digitali e gli interessi colpiti dalla trasformazione tecnologica, e analizzeremo le misure che le parti sociali stanno adottando per comporre i conflitti emergenti tra lavoro e impresa”.

La ricerca prenderà avvio nel febbraio del 2019 e si concluderà a gennaio del 2021. Una prima occasione di confronto tra i componenti del gruppo di ricerca si avrà a marzo 2019, nel XVII Convegno internazionale in ricordo di Marco Biagi, dal titolo “The Collective Dimensions of Employment Relations. Organizational and Regulatory Challenges in a World of Work in Transformation”, che dedicherà al tema alcune sessioni di approfondimento.   

Confronteremo le esperienze in corso in molti paesi europei – continua Iacopo Senatori -  con l’obiettivo di comprendere le nuove tendenze, far emergere le migliori pratiche e, in sintesi, mettere a disposizione degli operatori e della comunità scientifica un quadro analitico aggiornato per poter governare un epocale processo di trasformazione che ci accompagnerà per molto tempo ancora”.

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L’Ematologia dell’AOU di Modena ha coordinato uno studio regionale per valutare l’efficacia e la sicurezza delle nuove terapie anticoagulanti. Lo studio, finanziato dalla Regione Emilia – Romagna nell’ambito dei Progetti di Ricerca Regione-Università ha visto la partecipazione di diversi Centri prescrittori delle terapie anticoagulanti della Regione. Il progetto ha coinvolto, oltre al Policlinico di Modena altre 5 Aziende: Azienda Usl e AOU di Parma, Azienda USL di Modena, Azienda USL (Ospedale Maggiore) e AOU di Bologna. I suoi risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista “European Journal of Internal Medicine” un lavoro finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Dell’AOU di Modena hanno partecipato, oltre all’Ematologia, altri centri prescrittori come l’UOC di Cardiologia del Policlinico diretta dal prof. Giuseppe Boriani e la Medicina d’Urgenza e Area critica dell’Ospedale di Baggiovara, diretta dal dottor Giovanni Pinelli, che all’epoca era gestito dall’Azienda USL. Lo studio è durato 3 anni e, complessivamente, ha coinvolto circa 4000  pazienti.

Si tratta di uno studio che è nato alcuni anni fa, nell’ambito di un progetto complessivo della Regione Emilia-Romagna per il Governo Clinico delle terapie anticoagulanti vecchie e nuove - ha spiegato il dott. Marco Marietta dell’Ematologia del Policlinico, Principal investigator dello studio Questo studio ha confrontato l’efficacia e la sicurezza dei nuovi anticoagulanti diretti (DOAC) con la terapia anticoagulante orale tradizionale (AVK), ed ha dimostrato che entrambe le terapie hanno elevati ed uguali livelli di efficacia e sicurezza, purché vengano gestite da professionisti esperti, come quelli presenti nei Centri coinvolti, che ben rappresentano il contesto assistenziale dell’intera Regione”

I risultati di questo studio sono importanti per le ricadute assistenziali e per le implicazioni di politica sanitaria- ha aggiunto il prof. Mario Luppi, Direttore dell’UOC di Ematologia - in quanto hanno dimostrato l’eccellente qualità della gestione a livello regionale delle terapie anticoagulanti che, vale la pena di ricordare, nella sola Provincia di Modena interessano circa 15.000 pazienti. Questo studio rappresenta un ottimo esempio di come si possano condurre esperienze di ricerca indipendente, di valore internazionalmente riconosciuto, capaci di porre al centro i bisogni dei pazienti e lo sviluppo di modelli assistenziali efficienti, appropriati e sostenibili".

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Si apre martedì 15 gennaio 2019 alle 20,30 la rassegna Musical! al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena con la versione teatrale del cult movie Dirty Dancing.

Lo spettacolo, prodotto da Show Bees in collaborazione con Wizard Productions va in scena nell’adattamento di Alice Mistroni con regia di Federico Bellone, coreografie di Gillian Bruce, scene di Roberto Comotti e costumi di Marco Biesta e Marica D’Angelo.

Il film uscì nel 1987 con successo mondiale: un Golden Globe e un Oscar per il brano “(I've Had) The Time of My Life” con oltre 40 milioni di copie della colonna sonora. Quasi quindici anni dopo, l’autrice della storia e della sceneggiatura, Eleanor Bergstein, decide di farne una versione per il teatro in forma di musical – Dirty Dancing, The Classic Story On Stage – che debutta il 18 novembre del 2004 al Theatre Royal di Sydney, seguita da un tour nazionale in Australia e in Nuova Zelanda registrando 18 mesi di tutto esaurito. Con il successo del nuovo musical arrivano nuove produzioni straniere, prima in Germania (Amburgo al Theater Neue Flora nel marzo del 2006) poi a ottobre nel West End di Londra all’Aldwych Theatre (incasso in prevendita di 11 milioni di sterline), ancora a Berlino (2009), in Irlanda (2011, oltre un milione di spettatori), di nuovo a Londra per un’intera stagione al Piccadilly Theatre, a Toronto, Utrecht, Boston, Chicago e, in tutto il Nord America, fino Johannesburg e Cape Town.

In Italia il titolo debutta a Milano nel 2014 (record d’incassi con oltre 115.000 presenze nei primi 3 mesi). A partire dal 2015, lo spettacolo firmato da Federico Bellone con la supervisione della stessa Eleanor Bergstein diventata subito la versione ufficiale e internazionale del musical, in scena in Inghilterra, Germania, Spagna, Austria, Monte Carlo, Messico, Belgio, Lussemburgo e Francia. La colonna sonora di Dirty Dancing – The Classic Story On Stage unisce musiche originali e grandi successi da Otis Redding a Gene Chandler, The Chantels, The Drifters, Marvin Gaye, Lesley Gore, Doris Troy e Django Reinhardt.

La storia è ambientata nell’estate del 1963, quando la diciasettenne Frances “Baby” Houseman sta per imparare una grande lezione di vita… oltre a qualche passo di danza. In vacanza con la sorella maggiore e i genitori, Baby non è molto entusiasta delle attività ricreative del resort, ma scopre il suo personale intrattenimento quando si imbatte negli alloggi del personale del villaggio, nel bel mezzo di una festa scatenata. Affascinata dai ritmi travolgenti, e dalle movenze di questi nuovi “balli proibiti”, Baby vorrebbe tanto esserne coinvolta, soprattutto dopo aver notato Johnny, il maestro di ballo. La vita di Baby sta per cambiare per sempre, con conseguenze tanto emozionanti quanto inaspettate!

Gli appuntamenti di musical al Comunale proseguiranno in marzo con La famiglia Addams e con Johnny Johnson in aprile.

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Al via il progetto europeo H2020 FCHgo - Fuel Cells HydroGen educatiOnal model for schools, che vede come coordinatore il Dipartimento di Educazione e Science umane di Unimore e che apre i lavori con il suo kick-off lunedì 14 gennaio. Insieme ad altri cinque partner da quattro paesi europei, il Progetto ha l’obiettivo di produrre un modello educativo che formi i giovani delle scuole europee a una cultura di consapevolezza ecologica, basata sulla conoscenza scientifica e i risultati della moderna tecnologia.

Argomento cardine dell' “Educational Program Delivery Model” che verrà prodotto e acquisito da insegnanti e studenti nel corso dei due anni di progetto, sono le celle a combustibile a idrogeno, in stretta relazione con le priorità industriali in questo ambito. Passando attraverso i canali dell’educazione formale e informale, il loro funzionamento e utilizzo sarà introdotto a partire dal concetto base di energia con percorsi di grado di formalizzazione crescente con l’età e valorizzando percorsi di carriera tecnici.

Saranno coinvolte sia la scuola primaria sia secondaria e l’impegno dei partner porterà a renderlo accessibile in dieci lingue. I prodotti di FCHgo saranno: un kit di strumenti didattici con spiegazioni narrative della tecnologia delle celle a combustibile e le sue applicazioni e una piattaforma web attraverso la quale rendere disponibili i materiali e coinvolgere attivamente le scuole.

Durante il corso del progetto, circa venti scuole nei cinque paesi partner testeranno questi strumenti: gli alunni, dagli 8 ai 18 anni proveranno e miglioreranno i materiali di partenza insieme ai loro insegnanti e aiuteranno a stabilire gli indicatori per la valutazione delle attività, così da arrivare alla versione finale del modello.

FCHgo culminerà con il lancio di un premio europeo rivolto a tutte le scuole che aderiranno e con la pubblicazione sul sito delle linee guida per l’acquisizione e la messa in pratica del suo kit educativo. Il coordinatore di FCHgo, il cui finanziamento ammonta a 500mila  euro, è il prof. Federico Cornidel DESU.

Gli altri partners sono: InEuropa (Italia), Zurich University of Applied Sciences at Winterthur (Svizzera), Danmarks Tekniske Universitet (Danimarca), Nicolaus Copernicus University (Polonia) e Steinbeis-Europa-Zentrum (Germania). I docenti Unimore coinvolti, oltre a Federico Corni, sono Tiziana Altiero, Annamaria Contini e Marcello Romagnoli, che hanno lavorato al progetto insieme all’Ufficio Ricerca Internazionale di Unimore.

Il coordinamento del progetto è stato reso possibile dall’adesione dell’Ateneo alla Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU - www.fch.europa.eu), il partenariato pubblico-privato che in Europa supporta le attività di ricerca e innovazione riguardo le celle a combustibile a idrogeno. Dal 2014, Marcello Romagnoli ne è rappresentante per Unimore.

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Anche quest'anno Dassault Systèmes rinnova la sponsorizzazione del team MoRe Modena Racing di Unimore. La sponsorizzazione è la continuazione della partnership a lungo termine tra Unimore e Dassault Systèmes, azienda francese leader nel campo della progettazione 3D e della virtual experience. Attualmente l'Ateneo utilizza soluzioni di Dassault Systèmes anche per fornire istruzione ai propri giovani ingegneri.

Utilizzando la piattaforma 3DEXPERIENCE di Dassault Systèmes, MoRe Modena Racing può rispondere rapidamente alle frequenti modifiche delle regole di regata e massimizzare le prestazioni del veicolo progettato. Infatti, gli studenti sperimenteranno e padroneggeranno la progettazione di prodotti digitali, la produzione digitale, la simulazione realistica e le applicazioni di innovazione collaborativa per lo sviluppo di veicoli ad alte prestazioni per competere nei diversi eventi di Formula Student.

L'obiettivo finale di questa iniziativa è preparare gli studenti di ingegneria a lavorare presso le aziende locali nei settori dei trasporti e della mobilità. La suite sarà utilizzata anche per le attività di learning by doing di MUNER – Motorvehicle University of Emilia Romagna.

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