Centro Interateneo Edunova

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Quasi trecento studenti e studentesse del Liceo Muratori-San Carlo impegnati nella prevenzione di cyberbullismo e discorsi d’odio: i laboratori realizzati dall’Officina informatica del CRID

Quasi trecento studenti e studentesse del secondo anno del Liceo Classico e Linguistico “Muratori-San Carlo” in questi giorni stanno entrando in contatto con il mondo universitario, affrontando le tematiche dell’uso consapevole della rete e della prevenzione dei discorsi d’odio: ciò avviene grazie ad alcuni laboratori progettati e predisposti insieme ad alcuni insegnanti del Liceo dal Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore, e in particolare dall’Officina informatica del CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità.

Il percorso - coordinato dal Prof. Gianluigi Fioriglio e dal Prof. Thomas Casadei - ha preso avvio il 19 gennaio con il primo dei laboratori in programma su “Uso consapevole della rete” e “Prevenzione e contrasto del cyberbullismo e dei discorsi d’odio” a cura del Prof. Michele Ferrazzano (Officina informatica CRID, Unimore, autore di studi e ricerche sull’informatica forense e la sicurezza dei dati e delle persone nel contesto della cosiddetta network society).

Altri laboratori sulle medesime tematiche si sono svolti il 24 e il 25 gennaio, a cura questa volta del Dr. Cesare Trabace (Unimore), che ha dedicato i suoi studi più recenti al Codice rosso e al cosiddetto revenge porn.

Il percorso proseguirà giovedì 3 febbraio, con l’intervento del Prof. Federico Oliveri (Univ. Pisa e corrispondente del CRID, nonché tra gli autori del manuale Convivere nella diversità, realizzato a partire dall’esperienza dei laboratori condotti in più di duecento classi del territorio pisano, con i volontari e le volontarie del Servizio Civile Universale attivi presso il Centro Interdisciplinare “Scienze per la Pace” dell’Univ. di Pisa), e il 4 febbraio con l’intervento del Dr. Francesco Di Tano (Univ. di Bologna, autore di un importante volume specificamente dedicato al cyberbullismo e al cyberstalking).

Il progetto, organizzato in collaborazione con l’Officina informatica DET – Diritto, Etica e Tecnologie del CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità (www.crid.unimore.it), si inserisce nell’ambito del programma di molteplici attività di dialogo e collaborazione con le scuole secondarie, coordinato per il Dipartimento di Giurisprudenza dalla Prof.ssa Maria Cristina Santini e per il Liceo Muratori San Carlo dalla prof.ssa Rosa Basiricò, responsabile dei Percorsi per le Competenze trasversali e per l’Orientamento.

“L’utilizzo di strumenti digitali e l’accesso alla rete – spiega la prof.ssa Santinisono oggi considerati “diritti della persona”. La cittadinanza assume dunque nuova rilevanza e si trasforma in una cittadinanza digitale che permette ai cittadini, e quindi anche ai giovanissimi, di poter familiarizzare con gli strumenti digitali e, allo stesso tempo, acquisire competenze sociali legate alla capacità di proteggersi dai rischi del web. Lo sviluppo delle competenze digitali, proprio in relazione alla prevenzione del cyberbullismo, rientra tra gli obiettivi formativi prioritari previsti dalla Legge in materia  n. 71 del 2017”.

“La serie di incontri – spiega il prof. Alberto Cantini, collaboratore del Dirigente del Liceo Muratori San Carlo – trae linfa da una apposita convenzione tra il Liceo Muratori – San Carlo di Modena e il CRID - Centro Interdipartimentale di Ricerca su Discriminazioni e vulnerabilità di Unimore, attiva dal 2020, che ha avviato un’esperienza pilota per la realizzazione di un progetto di ricerca istituzionale sui profili di vulnerabilità negli spazi della rete che coinvolgono le giovani generazioni."

Parteciperanno ai percorsi laboratoriali anche docenti del Liceo, in modo da favorire successive discussioni e approfondimenti. Una volta concluso il ciclo di attività laboratoriali, inoltre, verrà realizzato un Report finale, frutto di un lavoro su questionari sottoposti a inizio e fine degli incontri”.

Il nostro Dipartimento – afferma il Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore, prof. Elio Tavilla - ha da tempo avviato un intenso programma di iniziative formative in favore delle scuole superiori modenesi. Il CRID, in particolare, è attivo su questo fronte, al fine di sensibilizzare i giovani su molteplici temi, non da ultimi quelli connessi al cyberbullismo e all’uso consapevole della rete. Un impegno di grande rilevanza che, oltre a fornire strumenti concreti di prevenzione e di esercizio consapevole dei diritti di cittadinanza, ci restituisce la cifra di quanto il  giurista di oggi e di domani non dovrà essere un mero conoscitore della legislazione vigente, ma dovrà acquisire competenze e sensibilità nuove e integrate tra loro. È questo l’orizzonte a cui i nostri programmi di studio oggi tendono, dentro e fuori le aule dell’Università”.

Categorie: GIURI

Mercoledì, 26 Gennaio 2022 12:00

Corsi intensivi di lingua - Bando Erasmus+ 22/23

Il Centro Linguistico di Ateneo organizza ed offre corsi intensivi di lingua per coloro che intendono partecipare ad un soggiorno Erasmus. 
 
Maggiori informazioni al seguente link: http://clamore.unimore.it/it/courses/erasmus

Categorie: avvisi

Unimore non dimentica e si unisce al ricordo della Shoah e di quanti, dopo il 1938, hanno subito tragiche sofferenze in conseguenza delle leggi razziali.

In occasione del Giorno della Memoria, nel cortile del Palazzo del Rettorato, si è svolta la consueta cerimonia commemorativa, alla presenza delle massime autorità civili e militari del territorio. Il Rettore Unimore Carlo Adolfo Porro e il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli hanno deposto una corona di alloro ai piedi della lapide che ricorda i docenti costretti, a seguito dell’entrata in vigore delle leggi razziali, a lasciare l’allora Università di Modena.

Nel volgere di pochi mesi, oltre alla immediata estromissione del filosofo del diritto Benvenuto Donati, del penalista e processualpenalista Marcello Finzi, della farmacologa Angelina Levi, del chimico Maurizio Leone Padoa, dell’anatomopatologo Enrico Ravenna, dell’igienista Alessandro Seppilli e della tecnica Milla Wanda De Maria, la persecuzione degli ebrei e delle persone che avevano legami familiari con ebrei presenti nei ruoli della Università si estese, arrivando a colpire ben 14 persone, che tra il 1938 ed il 1939 subirono quella ingiusta sorte.

Ai primi citati si aggiunsero il professore Alessandro Dalla Volta, i liberi docenti Ferruccio AraGiuseppe BertelEmilio FortiCesare Tedeschi e gli assistenti volontari Enrico Castelbolognesi ed Elio Levi.

“Nel ricordare i nostri docenti perseguitati – ha affermato il Rettore Unimore, Prof. Carlo Adolfo Porro - vogliamo richiamare la comunità universitaria ed un impegno attivo per tenere viva la memoria, ma anche ad una lotta instancabile alle tante forme di indifferenza che affliggono il nostro mondo. Essere “sentinelle e dare futuro alla memoria”: a questo dovere morale siamo chiamati per scongiurare la possibilità che il ricordo del genocidio sbiadisca nelle nostre coscienze.”

Il nostro Ateneo, che aderisce al network delle Università per la pace – conclude il Rettore -, fa di pace, dialogo, civiltà e costante rispetto dell’umanità stelle polari per orientare le sue attività di formazione, di ricerca, terza missione.

Lo scorso anno, infatti, Unimore ha aderito alla Rete delle Università italiane per la Pace promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Ad essa aderiscono gli Atenei che ispirano la propria azione ai principi fondamentali della Costituzione, della Carta delle Nazioni Unite, dei Trattati istitutivi dell’Unione Europea, dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e del Consiglio d’Europa

Il network intende promuovere la non violenza, la cultura del rispetto, dell’inclusione, della solidarietà e della condivisione, nel solco dei principi costituzionali di dignità della persona, libertà, giustizia e democrazia.

Alla cerimonia hanno preso parte anche i rappresentanti delle associazioni partigiane e della Comunità Ebraica.

Torna anche per il 2022 l’iniziativa MoReBots, l’annuale appuntamento rivolto agli studenti delle classi terze e quarte delle scuole superiori delle province di Modena, Reggio Emilia e Mantova nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro presso il Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche (FIM) di Unimore. Dopo la parentesi a distanza del 2021, l'iniziativa torna in presenza e si svolgerà, a partire dal 2 febbraio, nei primi tre mercoledì pomeriggio del mese prossimo.

Dopo il successo dell’iniziativa "Una settimana da Scienziato", a partire dal 2019, il FIM propone anche questa iniziativa dallo spirito prettamente informatico, con lo scopo di introdurre i ragazzi al coding e al pensiero computazionale attraverso l'utilizzo di innovativi robot didattici.

Gli studenti hanno la possibilità di lavorare in piccoli gruppi e di diventare soggetti attivi, approcciandosi all’Informatica in modo coinvolgente, attraverso la realizzazione di semplici applicazioni e la programmazione di robot. Non da ultimo, gli studenti avranno modo di farsi un’idea di cosa sia davvero l’informatica, disciplina spesso percepita come il mero utilizzo di una tecnologia ormai capillarmente diffusa.

Questa edizione vedrà la partecipazione di studenti selezionati del Liceo Scientifico A. Tassoni, istituto in cui l'informatica non è una materia di studio, allo scopo di far comprendere a questi studenti quale sia il lavoro dell’informatico e quali le competenze necessarie per affrontare lo studio della disciplina. Una consapevolezza che può risultare di importanza decisiva nella scelta di un percorso universitario.

"Il Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche si impegna da anni nella diffusione della cultura scientifica - afferma il Prof. Riccardo Martoglia, responsabile del progetto PLS Informatica per l’Ateneo  e membro della Commissione per la Divulgazione della cultura scientifica del FIM - Con il ritorno in presenza di questa iniziativa miriamo ancor più a coinvolgere gli studenti nello specifico sull'informatica, disciplina spesso percepita nel modo sbagliato, non tanto come una scienza a tutti gli effetti, ma più come l'utilizzo della tecnologia che, invece, ne è solo il prodotto finale”.

Con questa iniziativa - continua la Prof.ssa Manuela Montangero, docente al FIM e coinvolta nell’organizzazione dell’evento - speriamo di correggere questa percezione distorta ed avvicinare alla disciplina studenti che, non conoscendola, non l'avrebbero presa in considerazione per il proseguimento degli studi. Tra questi studenti speriamo di catturare l'interesse anche delle ragazze, che con nostro dispiacere si avvicinano sempre meno alla disciplina.”

Maggiori dettagli sull’iniziativa sono disponibili alla pagina: https://qui.unimore.it/labmb

Categorie: Notizie per i siti dipartimenti, FIM

Mercoledì, 26 Gennaio 2022 10:17

Incontro FAMI SICCS

 

 

 
 

La Regione Emilia Romagna ha attivato la proposta di candidatura del “Carsismo nelle Evaporiti e grotte dell’Appennino settentrionale” alla World Heritage List. Proposta che ora, insieme al relativo Dossier, verrà inviata al Ministero della Transizione ecologica che dovrà condividerlo e, quindi, trasmetterlo all’Unesco a Parigi.

A curare la parte geologica del complesso dossier è stato il prof. Stefano Lugli docente di Scienze Geologiche di Unimore che ha spiegato l’unicità della catena appenninica fatta di siti unici al mondo con grotte, sorgenti saline e fenomeni carsici gessosi. Un patrimonio di natura geologica nel quale si può tracciare la straordinaria evoluzione della Terra.

Curare la parte geologica della candidatura – afferma il prof. Stefano Lugli di Unimore -  ha richiesto anni di lavoro per raccogliere i dati e riuscire a trasmettere in linguaggio accessibile le straordinarie meraviglie dei nostri gessi. La candidatura ha preso le mosse da una sollecitazione di Unesco che ha fatto notare come non esistano siti carsici evaporitici nella lista del patrimonio mondiale. E i nostri gessi presentano diversi primati mondiali: si tratta del sito carsico più studiato al modo con caratteristiche geologiche uniche tra cui annoveriamo la grotta in gesso più profonda al mondo e le sorgenti salate più copiose d’Europa”.

Le rocce evaporitiche si sono formate nel corso dei millenni in seguito all’evaporazione delle acque marine che ricoprivano queste zone e alla concomitante concentrazione dei sali minerali, tra cui appunto il gesso. Sono un fenomeno la cui origine in Appennino risale a circa 200 milioni di anni fa per quanto riguarda i Gessi triassici dell’Alta Val Secchia e a circa 6 milioni di anni fa per gli altri siti, esito di una irripetibile combinazione di fattori geologici e climatici e che nel tempo ha fortemente caratterizzato la storia di questi territori. Luoghi anche strettamente collegati alla vita delle comunità che qui si sono stabilite fin dall’epoca preistorica, quando le grotte furono utilizzate come luoghi di sepoltura e di culto, ma che poi è continuata senza interruzione fino all’ epoca romana, quando alcuni siti sono stati sede di estrazione del lapis specularis, gesso in splendidi cristalli trasparenti utilizzati per vari usi come nelle finestre delle abitazioni. E alla fine del XVII secolo, la vicinanza alla Università di Bologna e un florido ambiente culturale hanno reso questi siti oggetto dei primi studi scientifici sul carsismo, tali da essere un punto di riferimento scientifico unico al mondo.

I siti si estendono nelle province di Reggio Emilia, Bologna, Rimini e Ravenna e sono l’Alta Valle Secchia, la Bassa Collina Reggiana, i Gessi di Zola Predosa, i Gessi Bolognesi, la Vena del Gesso Romagnola, le Evaporiti di San Leo, i Gessi della Romagna Orientale.

La Regione Emilia Romagna è capofila del progetto che coinvolge numerosi Enti locali - tra Comuni, Unioni e Province - oltre a diversi Enti Parco e che ha visto la Federazione Speleologica dell’Emilia-Romagna come primo proponente dal 2016.

Un software in grado di riconoscere precocemente la polmonite interstiziale nei pazienti in isolamento domiciliare, i quali potranno così essere più efficacemente e rapidamente indirizzati verso l’ospedalizzazione o ulteriori approfondimenti, qualora necessari. Si chiama Vector, è nato alcuni anni fa dalla collaborazione fra la Reumatologia modenese e il Dipartimento di Scienze e Metodi dell'Ingegneria di Unimore e oggi è stato sviluppato per l'identificazione precoce dei pazienti con polmonite da SARS-CoV-2. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica Computers in Biology and Medicine col titolo “VECTOR: An algorithm for the detection of COVID-19 pneumonia from velcro-like lung sounds” (142 (2022), https://doi.org/10.1016/j.compbiomed.2022.105220) a cura del gruppo di lavoro che coinvolge le Strutture complesse di Reumatologia e di Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e il Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia.  

Come spiega il professor Carlo Salvarani, direttore della Struttura complessa di Reumatologia dell’AOU di Modena e professore all’Università di Modena e Reggio, “le interstiziopatie polmonari secondarie a malattie reumatiche e la polmonite interstiziale da Sars-CoV-2 hanno in comune tra loro la presenza di suoni polmonari tipici, cosiddetti rantoli a velcro, il cui riscontro ci permette di identificare i pazienti in cui sia necessario un approfondimento. Vista l’analogia tra le due patologie, abbiamo testato il software nei pazienti che accedevano al Pronto Soccorso evidenziando una corretta identificazione della polmonite da Covid-19 in oltre il 75% dei casi”.

L'idea dello studio è nata dall’esigenza di dotare i medici incaricati di valutare i pazienti in isolamento domiciliare per Covid-19 di uno strumento che permettesse di individuare un’eventuale polmonite e di inviare quindi tali pazienti in Pronto soccorso in tempo utile.

Uno dei test di screening attualmente utilizzati per i pazienti che accedono in Pronto soccorso è l’ecografia polmonare, che fornisce ottimi risultati. Tuttavia, questo esame richiede apparecchiature dedicate, una formazione specifica e difficilmente può essere utilizzata in ambito extraospedaliero, in particolare è di ardua esecuzione nei pazienti in isolamento domiciliare.

Da alcuni anni collaboriamo con il Centro per le Malattie Rare del Polmone (MaRP) nell’ambito dell’ambulatorio congiunto multidisciplinare in esso ospitato - precisa il professor Marco Sebastiani, della Struttura complessa di Reumatologia di Modena e professore a Unimore – occupandoci di interstiziopatia polmonare in corso di malattie reumatiche. Grazie alla collaborazione con l’ingegner Fabrizio Pancaldi del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria, è stato sviluppato il software che ci ha permesso individuare i pazienti con sospetta interstiziopatia. Riteniamo che questo tipo di strumentazione, semplice e di utilizzo immediato, consenta di indirizzare in ospedale solo i soggetti che ne abbiano reale necessità, consentendoci così di decongestionare i Pronto soccorso e le strutture ospedaliere”. Il Centro MaRP, nell’ambito della Struttura Complessa di “Malattia dell’Apparato Respiratorio” diretta dal professor Enrico Clini e coordinato dalla Dott.ssa Stefania Cerri, coinvolge il professor Marco Sebastiani e le dottoresse Andreina Manfredi, Caterina Vacchi, e Giulia Cassone.

Come sottolinea il professor Fabrizio Pancaldi, docente del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria di Unimore, “recenti studi sull'artrite reumatoide e sulle malattie polmonari interstiziali hanno dimostrato che i suoni polmonari possono essere rilevati automaticamente da algoritmi opportunamente sviluppati. Scopo del lavoro era dimostrare che i suoni polmonari patologici evidenziati nei pazienti affetti da polmonite da Covid-19 possono essere rilevati dalla stessa classe di algoritmi. Il software ha confermato un’accuratezza diagnostica elevata, nonostante le difficoltà di auscultazione in un ambiente “difficile” come quello del Pronto Soccorso. Fra i possibili sviluppi futuri c’è anche la possibilità di auscultazione da parte di un familiare e l’invio della registrazione direttamente al medico, che potrà analizzarla e valutare “a distanza” la necessità di un intervento”.

“Nel periodo fra novembre 2020 e gennaio 2021 - precisa il dottor Giuseppe Pezzuto, direttore della Struttura Complessa di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza al Policlinico di Modena – per i pazienti con sospetto di polmonite da Sars-CoV-2, gestiti in area Covid del Pronto Soccorso, nell’ambito della valutazione clinica e strumentale è stata effettuata anche una registrazione standardizzata dei rumori polmonari con un fonendoscopio elettronico. Di tali pazienti, 28 hanno presentato requisiti idonei per essere inseriti nello studio. I risultati di Vector nell’analisi delle registrazioni sono stati confrontati con le tecniche diagnostiche basate sull'imaging, in particolare ecografia polmonare, radiografia del torace e tomografia computerizzata ad alta risoluzione, evidenziando una corretta identificazione di tre quarti dei casi”.

 

Il partenariato europeo Innovative Medicine Initiative (IMI) ha annunciato l’avvio di una nuova iniziativa, che ha l’obiettivo di aiutare i soggetti partecipanti a studi clinici ad accedere ai propri dati sanitari. Il progetto prende il nome di FACILITATE - FrAmework for ClInicaL trIal participants' daTA reutilization for a fully Transparent and Ethical ecosystem – ed è coordinato da Unimore e dalla multinazionale biofarmaceutica Sanofi.

L’iniziativa, che ha ricevuto un finanziamento totale di 6,9 milioni di euro, dall'Unione Europea (rappresentata dalla Commissione Europea) e dall'industria farmaceutica europea (rappresentata dall'EFPIA) nell'ambito del programma Innovative Medicines Initiative 2 Joint Undertaking, si concretizza in un processo innovativo di condivisione e riutilizzo dei dati all'interno di un quadro etico approvato e conforme alle normative europee e nazionali.

Il Consorzio FACILIATE è formato da 27 partner provenienti da 17 Stati membri, tra cui associazioni di pazienti, ospedali, università, esperti in materia di sperimentazione clinica e membri della Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche (EFPIA), che operano sotto il coordinamento di Unimore e Sanofi.

Per l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, in stretta collaborazione con la Direzione Ricerca e Trasferimento Tecnologico e Terza Missione, contribuiranno con le proprie competenze nella gestione del progetto, nelle questioni legali ed etiche e gestirà il dialogo con le autorità regolatorie. Sanofi contribuirà al progetto guidando i contributi dei partner industriali, con competenze specifiche nella conduzione di studi clinici, nelle questioni legali e di privacy dei dati.

“FACILITATE presenta un'opportunità unica per contribuire a rendere l'accesso del paziente ai dati personali, ma anche a rendersi componente centrale del processo di sviluppo dei farmaci. Il progetto cercherà innanzitutto di creare un ecosistema etico, legale e normativo affidabile, che fornisca regole chiare per tutte le parti interessate che coinvolgono i pazienti come generatori di dati. FACILITATE punterà poi a sviluppare soluzioni tecnologiche per sostenere la condivisione e il riutilizzo dei dati previo consenso dei pazienti. In questo modo, i dati dello studio del paziente potranno essere incrociati con altri archivi di dati e generare nuova e preziosa conoscenza” – commentano i coordinatori del progetto, il Prof. Luca Pani e la Prof.ssa Johanna Blom di Unimore.

FACILITATE parteciperà al programma europeo di condivisione dei dati provenienti dalla ricerca scientifica e tecnologica chiamato “Pilot on Open Research Data di Horizon 2020”. La sua strategia fornirà un quadro chiaro per la restituzione dei dati degli studi clinici applicabile auspicabilmente in tutti gli Stati Membri, necessario a estendere l’efficacia degli studi clinici condotti nell’Unione europea.

Per Unimore collaborano al progetto il Prof. Michele Zoli, Il Prof. Giuseppe Boriani e il Prof. Gianluigi Fioriglio.  Per l'azienda AOU di Modena collabora la Dott.ssa Simona Guerzoni.

Per maggiori informazioni sul progetto: https://www.facilitate-project.eu/

Venerdì, 21 Gennaio 2022 08:00

Ѐ online il nuovo numero di FocusUnimore

Il numero di gennaio di FocusUnimore è dedicato a due grandi aree tematiche: il distretto del digitale che si sta costruendo a Reggio Emilia e le varie attività in tema di formazione e orientamento rivolte al mondo delle scuole superiori.

Nell’Editoriale del Prorettore della sede di Reggio Emilia, Prof. Giovanni Verzellesi, si dà conto degli accordi intercorsi tra l’Università, il Comune di Reggio Emilia, STU Reggiane e Unindustria di Reggio Emilia che porteranno alla creazione nel Parco Innovazione del 4° polo universitario reggiano: sarà il fulcro dell’alta formazione nell’area strategica e trasversale delle discipline digitali declinate attraverso i corsi di studio che vi saranno collocati in ambito ingegneristico, economico ed educativo.

Il Capannone 15C delle ex-OMR, una volta completata la ristrutturazione, permetterà di ampliare gli spazi didattici della sede reggiana di circa 4.000 metri quadrati, progettati per rendere possibile una didattica universitaria di qualità e complessivamente destinati a 9 aule, 4 laboratori e 2 sale studio dove si insedieranno i corsi di Laurea in Digital Education, in Scienze e Tecniche Psicologiche, già esistenti, e due corsi nuovi quali il Corso di Laurea in Data and Analytics for Business and Finance e quello Magistrale in Digital Automation Engineering.

Si tratta di corsi finalizzati alla creazione e alla diffusione di competenze fondamentali per l’adozione e la gestione consapevole di quelle tecnologie digitali che avranno un ruolo centrale per lo sviluppo economico e sociale di un territorio sempre più interconnesso. Unimore, inoltre, è anche partner di Human Technology Training Center (un centro di formazione allestito con tecnologie di ultima generazione per lo sviluppo delle competenze digitali di persone e imprese) e di Digital Automation Lab (un laboratorio applicativo di tecnologie della manifattura avanzata per l’innovazione di processo e trasferimento tecnologico) che fanno parte dei nuovi progetti riconducibili al Distretto Digitale (tra gli altri Robo Lab, Tech-Up Accelerator e ITS Digital Maker).

Lo sviluppo digitale e le sue inedite potenzialità sono richiamati anche in un articolo dedicato al disegno infantile al quale il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, attraverso il gruppo di ricerca del prof. Stefano Calabrese, dedicherà attenzione attraverso la creazione di un Archivio Digitale open access per costituire una banca dati di visual narratives prodotte da bambini di età 0-14 in ogni parte del mondo.

Se a Modena è nato il primo studio italiano sul disegno infantile (Corrado Ricci, L’arte dei bambini, 1887), a Reggio Emilia si sono sedimentate esperienze disegnative nella fascia anagrafica 0-14 che non aspettavano altro che di essere digitalizzate e messe a disposizione della comunità scientifica internazionale.

La digitalizzazione dell’Ateneo investe anche le proposte di orientamento e così ecco che Unimore Orienta, oltre ad essere in presenza, sarà anche in versione digitale (https://www.unimore.it/unimoreorienta/) come anche l’iniziativa More Jobs che vedrà incontrare la domanda degli studenti e l’offerta delle aziende online: http://morejobs.unimore.it/

Nel numero di gennaio di FocusUnimore ampio spazio trovano anche i rapporti che Unimore intrattiene con il sistema scolastico: specifici approfondimenti sono dedicati, a questo contesto, alla formazione per gli insegnanti attraverso tutti i progetti di ricerca e le proposte che si snodano in molti dipartimenti, nonché ai Percorsi per le Competenze trasversali ed Orientamento per gli studenti ai quali sono stati offerti nel 2021, con tutte le limitazioni dovuti alla situazione pandemica, ben 80 percorsi che hanno permesso a più di 1500 studenti e studentesse delle classi quinte, ma anche di alcune quarte, di entrare in contatto diretto col mondo universitario.

Dall’anno 2016 – anno di avvio di questo specifico asse di intervento – sono stati complessivamente più di 4.000 gli studenti e le studentesse che hanno avuto la possibilità di un’interazione diretta con l’Ateneo.

Nel periodico si trova poi la presentazione di un fiore all’occhiello dell’Ateneo: il Centro Linguistico che fornisce a tutta la popolazione accademica di Unimore un valido supporto per la promozione dell’apprendimento delle lingue (attraverso lezioni frontali (lettorati), corsi online in autoapprendimento o in modalità blended) ma anche per consolidare il  processo di Internazionalizzazione (mediante corsi di aggiornamento professionale e corsi di formazione rivolti agli studenti, al personale docente e PTA) nonché per l’implementazione di progetti inerenti alla Terza Missione (interfacciandosi con scuole, enti pubblici e, in generale, con i portatori di interesse del territorio).

 

Il numero del magazine – diretto dal Prof. Thomas Casadei, Delegato alla Comunicazione di Ateneo – dedica, infine, un ampio spazio a “Unimore Contamination Lab” un contenitore di progetti per l’innovazione e l’imprenditorialità che si propone di creare proposte multidisciplinari ed extracurriculari aperte agli studenti dell’Ateneo.

Al suo interno lavorano docenti di Unimore che assieme a studenti brillanti danno vita a progetti che avvicinano il mondo della formazione e dell’imprenditoria su un terreno costellato di sfide progettuali e proposte ambiziose.

Il Contamination Lab supporta i progetti ICARO, TACC, CBI, SUGAR, START UP JAM, BELLACOOPIA UNIVERSITY.

Il numero di FocusUnimore è consultabile sul sito https://www.focus.unimore.it/ 

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